Quella è la felicità

A proposito, tu sai cos’è la felicità?
La soddisfazione dei desideri.
No. Questa è una delle cose false che pensate voi, e in tutto l’universo non c’è niente e non succede mai niente che possa farvi credere di aver ragione a pensare così. La soddisfazione è la soddisfazione. La felicità invece è uno dei vostri sensi, come l’udito o la vista.
La differenza è che la vista, l’udito e gli altri vostri sensi che conoscete sono rivolti verso l’esterno, mentre la felicità è un senso rivolto verso l’interno. Ma non averla è comunque come essere ciechi o sordi.
E cosa sente la felicità?
Sente la vostra crescita, il muoversi della scia di luce. E quando siete felici è perchè vi state accorgendo che la vostra felicità è desta e sente.
Quando osservate qualcosa, è perchè vi state accorgendo che la vostra vista è desta e agisce e così succede anche con la felicità. E’ un vostro senso. Tutti i bambini ce l’hanno. Poi per lo più ne perdete l’uso, via via, perchè imparate dagli adulti
Dovreste andare a scuola da adulti, invece che da bambini, dice l’Austero.
Ma non troverebbero nessun bambino disposto a insegnare agli adulti, dice il Dominante.
Già, dice l’Austero.
E perchè da adulti perdiamo la felicità?
Mah, innanzitutto perchè è in contrasto con voi e con tutto il vostro mondo. Anche gli altri vostri sensi sono per lo più in contrasto con voi, e contraddicono alle cose che pensate: ma, siccome sono rivolti all’esterno e comunque vi sono molto utili per vivere nel vostro mondo, riuscite a trovare il modo di metterli a tacere, quando vi danno torto, senza danneggiarli troppo.
Invece la felicità è rivolta all’interno, e perciò potete farla atrofizzare senza quasi accorgevene. Quando il vostro senso della felicità comincia a darvi torto, quando vi segnala che la vostra crescita non procede e la vostra scia non si muove, voi riuscite a soffocarlo abbastanza in fretta e a non pensarci più.
Capita quasi a tutti; perciò gli altri non se ne accorgono, in genere, quando vi succede, perchè, in genere, a loro è già successo.
Ed è un’altra delle ragioni per cui pochi di voi hanno dei desideri. Non crescono e non si accorgono di non crescere, non sono felici e non vogliono sapere di esserlo. Così non desiderano nulla di preciso, e aspettano di morire facendo qualcosa nel frattempo.
Se invece uno è felice, desidera, e se desidera è felice: la felicità è il contrario della soddisfazione dei desideri?
E’ proprio il contrario. E’ la sensazione che provate quando cominciate a desiderare qualcosa di più grande e di più bello di ciò che desiderate di solito. Quella è la felicità. E non ha limiti. Può aumentare all’infinito.

tratto da I maestri invisibili di Igor Sibaldi, ed. Mondadori