In un’alba di fiordalisi


“Papaveri in ottobre”

Nemmeno le nubi assolate possono fare stamane
gonne così. Né la donna in ambulanza,
il cui rosso cuore sboccia prodigioso dal mantello –

Dono, dono d’amore
del tutto non sollecitato
da un cielo

che in un pallore di fiamma accende i suoi
ossidi di carbonio, da occhi
sbigottiti e sbarrati sotto cappelli a bombetta.

O Dio, chi sono mai
io da far spalancare in un grido queste tarde bocche
in una foresta di gelo, in un’alba di fiordalisi

Sylvia Plath
 

3 thoughts on “In un’alba di fiordalisi”

  1. L’essere distesa mi è più naturale. Allora c’è aperto colloquio tra il cielo e me e sarò utile quando sarò distesa per sempre: forse allora gli alberi mi toccheranno e i fiori avranno tempo per me.(un bacio)Nicoletta

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