Alla fine, disse di essersi trovato così bene che ci invitò a proporre qualcos’altro. Siccome lo avevo sentito più volte parlare del suo amore per il musical, gli chiesi di fare una lezione specifica su questo. Lui rilanciò: “Potrei fare una compilation delle più belle scene di musical”. Mi ricordo che annuii cercando di non far trapelare il sogno del boccone strepitoso che una cosa del genere poteva rappresentare.
Diversi mesi dopo, quando avevo archiviato mentalmente quella proposta pensando si fosse trattato solo di una incantevole chimera, ricevo una telefonata da lui. “Vorrei che venissi a Los Angeles ad approvare il mio montaggio delle scene tratte da musical”. In quel momento cerco, senza riuscirci di immaginarmelo: io che vado in America a giudicare il montaggio del regista del Cacciatore e I cancelli del cielo (io trovo affascinante anche di Il siciliano, così irreale e fotogenico, così operistico e favoloso come se fosse un film di Leone girato da Sternberg).
Cimino ha creato, nel Cacciatore, la famosa sequenza della roulette russa il cui montaggio di tagli e percussioni sonore è di un virtuosismo insuperato nel cercare di portare un sistema nervoso oltre i propri limiti. La stessa persona chiede a me di guardare un suo montaggio per dirgli se è ok. Che si risponde ad una richiesta del genere? Credo, nulla. Tranne assicurargli che sarei andato. Credo d’aver fissato il cellulare qualche minuto dopo aver attaccato. Quando sono a Los Angeles Cimino viene a prendermi in una Porsche giallo limone.
Non credo d’essere mai più salito su una macchina dello stesso colore. Io e lui per i tornanti di Laurel Canyon: mi sembra impossibile, mi sembra un film con me in platea e non accanto a lui che mi parla di sceneggiature non realizzate, del suo sogno irrisolto di tornare ancora su un set. In moviola – che sorpresa – finisco proprio per approvare il suo montaggio: si va da Ginger e Fred alla Carmen di Saura.
Mi sembra che questo sia un po’ il principio guida di tutta la compilation: ha spesso scelto delle scene in cui la fonte della musica è sul set, non è aggiunta, successivamente, in montaggio.
“Era il modo di usare la musica che più amava John Ford che cercava il più possibile di avere la musica ‘nel’ film, nella narrazione. È ciò che accade nella sequenza di Sfida infernale con Henry Fonda che balla con la maestrina di fronte a tutto il paese. Ma direi che è proprio John Ford ad aver detto la cosa più bella sul cinema e la danza quando ha detto che secondo lui il cinema era “Cavalli in corsa e una coppia che danza sullo sfondo della Monument Valley”
E cosa è, oltre a questo, che ama particolarmente in queste scene che ha scelto?
“Innanzitutto il fatto che si tratta di pezzi di cinema che nessuno potrà mai rifare o superare. Nessuno è capace di fare oggi ciò che faceva Fred Astaire. Ho avuto il privilegio di lavorare in passato negli studi della Metro dove c’erano ancora le pedane dove lui si “doppiava” rifacendo in studio esattamente gli stessi numeri di tip tap che aveva fatto sul set. Solo con lui si potevano fare riprese di numeri così complessi e impegnativi in continuità e senza tagli”.
tratto da “Michael Cimino: oltre i cancelli, il cinema. E il cielo” di Mario Sesti in Cinematografo