Il diritto di una donna

Chiara fu la prima donna ad unirsi al gruppo di Francesco, quando ancora non si poteva prevedere che altre lo avrebbero fatto.
La notte in cui lasciò la casa paterna per unirsi al gruppo dei frati che vivevano alla Porziuncola fu una notte di rottura totale con la sua comunità e con i codici di comportamento del suo tempo.
Un atto dirompente, reso possibile, bisogna rilevarlo, solo dagli uomini; da quegli uomini che vivevano, ormai da alcuni anni, alla Porziuncola, e che, in quella notte di Pasqua del 1211, dimostrarono di valutare appieno il diritto di una donna ad una scelta di libertà, che era stata anche la loro.
…Nell’ultimo dei loro convegni, forse presso la rocca maggiore, da dove tutto si può vedere, ma da dove non si può essere visti, o forse presso la rocca piccola, decentrata rispetto al centro abitato, essi stabilirono che la notte dell’entrata di Chiara nella fraternità avrebbe coinciso con quella della Domenica delle Palme. Chiara doveva fare in modo che l’uscio di casa non venisse del tutto chiuso, in modo da poterlo riaprire una volta sceso il silenzio. Allora si sarebbero ritrovati alla Porta Ovest della città, e i frati – Francesco in testa – l’avrebbero scortata fino alla Porziuncola, alla luce delle fiaccole.
Forse Francesco scelse quella notte perché era una notte di luna piena e allora la luce argentea e lattiginosa avrebbe illuminato quasi a giorno i campi e gli uliveti attigui alla strada che costeggiava l’antico ospedale, disturbando il passaggio degli animali notturni; sarebbe stato così più facile procedere fino al villaggio dei frati. O invece, più che affidarsi ad una notte luminosa, egli scelse l’ora propizia al suo piano: il passaggio dalle tenebre notturne al chiarore dell’aurora, che avrebbe lasciato intravedere il profilo delle valli e dei sentieri da percorrere, segnando il rientro di lupi e cinghiali nelle loro tane.

tratto da Francesco d’Assisi. La storia negata di Chiara Mercuri, ed. Laterza