Nella mitologia nordica, il Valhalla è un’imponente sala di Asgard, il mondo degli dei su cui regna Odino, Padre di tutti.
Il soffitto della sala è ornato di scudi d’oro mentre fuori delle sue porte si trova il Glasir, l’Albero dalle foglie d’oro considerato il più bello del creato.
Coloro che morivano in battaglia potevano finire in due luoghi: una metà, scelta da Odino, veniva accompagnata dalle Valchirie nel Valhalla, l’altra andava nel Folkvangr, luogo governato da Freia della stirpe dei Vani (l’altra grande stirpe divina della mitologia nordica) dea fra l’altro dell’Amore, dell’Erotismo, della Bellezza, del Seidr (magia sciamanica che Freia insegna a Odino), delle profezie.
Nel Valhalla i guerrieri si riunivano con Odino per prepararsi al Ragnarok, letteralmente “destino degli dei”, durante il quale una serie di eventi, tra cui una grande battaglia finale tra le potenze della luce e dell’ordine e quelle delle tenebre e del caos, porterà alla fine del creato e di diversi personaggi del mito fra cui Odino, Thor e Loki. Ragnarok ha però anche un significato luminoso di Rigenerazione in quanto dal mondo distrutto emergeranno una nuova stirpe di dei e di uomini e una nuova età felice.
Odin’s Raven Magic (Hrafnagaldur Óðins), poema del XIV o XV secolo che si ispira alla tradizione islandese dell’Edda, si incentra su un banchetto che gli dei tengono nella sala del Valhalla mentre numerosi segni premonitori annunciano il Ragnarok. In particolare la dea Iðunn precipita da Yggdrasil, l’Albero cosmico che regge i Nove mondi, e Odino invia tre emissari, guidati da Heimdallr guardiano di Asgard e del ponte Bifrǫst, a cercare notizie negli inferi. Questi trovano una donna ma non capiscono se sia davvero Iðunn, visto che l’unica cosa con cui ella risponde alle loro domande sono lacrime. I messaggeri tornano così da Odino annunciando il loro fallimento.
Odin’s Raven Magic è frutto della collaborazione tra il gruppo islandese dei Sigur Rós, il compositore islandese Hilmar Örn Hilmarsson, il cantore di Rimur Steindór Andersen (i Rimur sono racconti epici cantati come allitterativo, ballate in rima della tradizione islandese) e la musicista Maria Huld Markan Sigfúsdóttir (già membro del gruppo Amiina).
Il Dvergmál della canzone è il linguaggio dei Nani.
Il Corvo magico di Odino del titolo del poema si riferisce ai corvi divini di Odino.
Nel Válaskjálf, il Palazzo del Padre degli Dèi ad Asgard, si trova il Hliðskjálf, l’Alto Trono. Da lì Odino può vedere tutti i mondi ma per sapere e ricordare ha bisogno di due corvi chiamati Huginn e Muninn.
Odino li fa uscire all’alba e i corvi per tutto il giorno vagano per i mondi raccogliendo informazioni e alla sera tornano dal dio delle forche, siedono sulle sue spalle e gli sussurrano le notizie.
Da essi deriva il kenning (frase poetica che sostituisce con una perifrasi il nome di una persona o di una cosa) che rappresenta Odino cioè dio-corvo.
Entrambi i nomi dei corvi derivano dall’antico norreno: Huginn significa Pensiero e Muninn Memoria. (Joker70)
«Huginn e Muninn
volano ogni giorno
alti intorno alla terra.
Io ho timore per Huginn
che non ritorni;
ma ho ancora più timore per Muninn
Grimnismal – Il discorso di Grimnir
Dall’Edda Poetica