“Non distogliere mai lo sguardo. Perchè ciò che è vero è anche bello”
“Qualcosa mi dice che hai visto più di quanto abbiamo visto tutti noi”
“Non votate per un partito. Votate per l’Arte”
La vita e i drammi del pittore tedesco di Dresda Gerhard Richter. La ricerca del suo Stile, della sua Voce fra Illusione e Realtà e l’interrogativo sul senso stesso della creazione artistica, sui suoi limiti rispetto alla realtà e sulla possibilità di sanarne le storture. Cercando di “non distogliere lo sguardo” neppure dalla difficoltà di fare i conti con un passato così tragico e ingombrante come quello della Germania. Solo sfocandolo, forse, si può avere la prospettiva giusta sembra suggerire Kurt/Gerhard. Perchè a volte la visione diretta è sconvolgente.
Perciò Opera senza autore è anche la parabola del Dottor Seeband, mostruosa incarnazione del Potere, con le sue regole che si applicano con poca fatica a qualsiasi ideologia, anche se apparentemente molto lontana una dall’altra. Così Seeband passa dall’essere responsabile SS per la zona di Dresda dell’eliminazione degli “Ausmerzen”, le vite indegne di essere vissute (down, schizofrenici, semplici depressi ecc..), al ruolo di luminare del nuovo regime sovietico post Seconda guerra mondiale.
Sarà Kurt con la sua pittura a materializzargli davanti tutti i fantasmi accumulati, a fargli Vedere cosa è realmente dopo anni di fuga dai cacciatori di criminali nazisti e da sè stesso.
Al centro de Le vite degli altri era l’Udito e chi spiava gli altri o tramava nell’ombra. In Opera senza autore al centro è la Visione. Di un bambino pieno di curiosità durante il nazismo, poi artista in cerca di gloria nelle rigide visioni ideologiche della pittura della Germania est.
Le visioni di due donne che segnano il suo passato e il suo presente. Una zia non in linea con le inquietanti regole dell’eugenetica nazista poi la sua giovane fidanzata e compagna d’accademia, il cui padre è l’inquietante Dottor Seeband.
E ancora uno degli eventi più terribili della Seconda guerra mondiale, compiuto dagli alleati: il bombardamento di Dresda, rasa al suolo fra il 13 e il 15 febbraio 1945, con quasi tremila tonnellate di bombe lanciate sulla città, che distrussero 25 mila case su 28 mila.
Dagli anni ’30 agli anni ’60 un lungo, splendido racconto che si concentra su come i grandi cambiamenti influiscono sulla vita di poche persone e su come queste possono affrontarli.
perchè come dice Galadriel ne Il Signore degli Anelli “anche la persona più piccola può cambiare il corso del futuro” se, come Kurt e Ellie, non smette di cercare e di “non distogliere mai lo sguardo. Perchè ciò che è vero è anche bello”.
Opera senza autore (Werk ohne Autor, 2018) è un film di Florian Henckel von Donnersmarck, regista de Le vite degli Altri. Con Tom Schilling, Sebastian Koch, Paula Beer, Saskia Rosendahl, Oliver Masucci. (Joker70)

Per te vincerà almeno uno degli Oscar a cui è candidato?
Alla fine ha trionfato “Roma” di Cuaròn che per certi versi è più adatto per la giuria di un premio come l’Oscar e come si è visto anche quest’anno le scelte sono indirizzate da tanti fattori, anche extra cinematografici. “Opera senza autore” è un film particolare, una rilettura di decenni di storia della Germania e soprattutto per questo credo necessiti di tempo per essere apprezzato in tutti i suoi tanti risvolti.