
Un omaggio che in occasione dell’8 Marzo risulta ancora più prezioso. Fabio Mini, ex generale di Corpo d’Armata, spiega il ruolo della Donna nella formazione dell’Eroe mitico. Un uomo d’arme che conosce come pochi la Guerra, da sempre uno degli ambiti a connotazione maschile per eccellenza, racconta del ruolo del Femminile in essa e del ruolo che ha avuto e ha nell’amplificare le qualità e svelare lati nascosti e potenti.
"Un ruolo particolarmente importante nella formazione dell’eroismo è svolto dalla Donna. Le eroine classiche non portano femminilità nella guerra e le guerriere mitiche e storiche come le Amazzoni, Camilla e Giovanna d’Arco esprimono le virtù e le caratteristiche proprie degli archetipi maschili. La funzione prettamente femminile nell’eroismo si afferma invece con la complementarità e il completamento di quella maschile. La parte femminile, esterna o interna allo stesso eroe, conferma l’eroismo, lo amplifica e lo specializza. E’ la Femmina che s’incarica delle azioni che l’eroe disprezza e perfino teme. La Donna si muove nelle paludi mefitiche e tra i morti, la Donna viola le leggi dei maschi e degli stessi dei. Femminile è la Grande Madre della creazione, capace di procreare da sè, femminile è la parte più oscura e magica di ogni eroe. E l’eroe maschio più potente sarà sempre quello che riuscirà a gestire la parte femminile di sè o la compagna/compagno della sua avventura. Sarà poi la Femmina ad insegnare all’eroe maschio l’arte del tradimento, l’ebbrezza della follia e il segreto della rinascita. L’armonia tra le due componenti, piuttosto che la dominazione reciproca, è la forza fondamentale dell’eroe guerriero. La disarmonia e il contrasto sono invece le cause dei danni più gravi per l’eroe. Le vere Donne della guerra non saranno quindi le guerriere, ma le dee e le ispiratrici del conflitto e della violenza; e l’eroe non sarà completo fino a quando non scoprirà la funzione equilibratrice e saturante della Donna."
Tratto da "Eroi della Guerra. Storie di uomini d’arme e di valore" di Fabio Mini, Ed. Il Mulino