
E’ da poco nelle librerie la nuova edizione della raccolta dei racconti di Katherine Mansfield, pubblicata in occasione del novantesimo anniversario della morte. La nuova stesura offre per la prima volta ai lettori italiani i quattro racconti inediti – risalenti agli anni 1908-1909 – ritrovati nel luglio 2012 negli archivi del King’s College di Londra. Per il mese di Marzo, grazie ad una promozione sulla collana Oscar, il prezzo sarà scontato del 25%.
Sarà così possibile scoprire nuovi aspetti del mondo di KM, come amava firmarsi.
Uno di essi, il legame con Virginia Woolf, è descritto in modo splendido nel romanzo-biografia di Nadia Fusini, traduttrice e curatrice dei testi delle due scrittrici per Mondadori.
Attraverso il dialogo fra Francis e Zoe, fratello e sorella, l’uno amante di Katherine Mansfield, l’altra della Woolf, viene ripercorsa la biografia di KM e i suoi legami con i circoli intellettuali del tempo, i suoi amori, le sue passioni letterarie. Come quella per Keats e Checov, anch’essi segnati dalla tisi che si porterà via Katherine.
Foto originali corredano il testo, dando la possibilità di vedere l’evoluzione di Katherine passando attraverso età differenti della sua vita.
Un complemento indispensabile per avvicinarsi al mondo di due "brillanti solitari" e rendersi conto "che il loro fulgore è anche fiamma e che la consunzione è il prezzo del loro sfolgorio" come Marguerite Yourcenar disse a proposito di Virginia Woolf.
"Virginia le scrive nell’Agosto del 1919 e le dice: Mi piace pensare a te come a un’amica. KM risponde: Mai e poi mai potrei dimenticarti. Non mi crederesti se ti dicessi quante volte ti ritrovo nel mio cuore e nella mia mente. Adoro pensare a te.
In effetti, Virginia le piace immensamente. Appena la incontra, subito riconosce la qualità della sua mente – tremante, cangiante. E la paragona a una di quelle donne "dostoevskjiane", così dice, ferite nella loro innocenza. Non sa niente di quello che è accaduto a Virginia da bambina, del fratellastro che le frugava tra le gambe, ma intuisce un’offesa. E del resto, è altrettanto sincera l’ammirazione di Virginia per lei: è Virginia, nel 1918, a comporre a mano giù in tipografia, nello scantinato della Hogarth House a Richmond, Preludio. "E’ un’opera d’arte, il racconto" scrive alla sorella Vanessa. E cofnessa la propria invidia: "Vorrei scrivere come scrive Katherine". E aggiunge, sempre onesta com’è: "E’ terribile soffrire di gelosia, ma tanto vale riconoscerlo".
"L’ammirazione è una buona terapia dell’invidia, non credi?"
Zoe certe volte è davvero acuta.
"Sì, credo che sia così. La verità è che Virginia ha incontrato un’altra donna con la medesima passione di scrivere. E’ il loro legame, quella passione".
Tratto da "La figlia del Sole. Vita ardente di Katherine Mansfield" di Nadia Fusini, Ed. Mondadori
Link al sito Mondadori:
www.librimondadori.it/libri/tutti-i-racconti5