
Due autori di cultura diversa pongono a contatto filosofie apparentemente lontane come quella orientale e quella Greca parlando della "possessione" e del suo senso più elevato, dimenticato dai moderni.
Momenti di "divina follia" in cui l’assenza di ego, di tempo, di razionalità apre porte su energie profonde e primigenie liberando aspetti nascosti del proprio essere, l’istinto, la poesia, la divinazione.
"Gli stessi Greci prima ancora di venerare la ragione, si inchinavano davanti alla possessione, fenomeno di "divina follia" che assume varie forme e da cui discendono il pensiero stesso, la poesia, la divinazione. Ma, se si indaga la storia segreta di questa parola – svilita e diffamata dai Moderni -, si scopre che alla sua origine vi è una figura: la Ninfa, provocatrice della possessione primigenia, la possessione erotica, che colpisce non solo gli uomini, ma gli dei".
Roberto Calasso, "La follia che viene dalle Ninfe"
"Il Tantra invece afferma che il sesso offre un istante di assenza dell’ego, di assenza di tempo, un istante di meditazione.
…E’ una sorta di fusione con l’altro, di pacificazione nell’essere dell’altro. E questo è un bagliore di Dio: il Tantra è la via naturale verso Dio, è la normale via che conduce a Dio. La meta è divenire follemente folli, sino a fondersi con la Natura suprema: la Donna scompare in quanto donna e diviene una soglia sull’assoluto, l’Uomo scompare in quanto uomo e diviene una soglia sull’assoluto."
Osho, da "L’amore nel Tantra"
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