…Chissà che un pensiero, dopo che "tutto ei provò", in quegli ultimi giorni non sia andato a quella sera di Novembre del 1787 e a quella ragazza che gli aprì un mondo svelandogli la sessualità. Napoleone ci ha riportato le sue parole, ma non il suo nome. Quella sera il futuro imperatore, l'uomo che metterà a ferro e fuoco l'Europa e la cambierà per sempre, era di là da venire. Quella sera si incontrarono un ragazzo e una ragazza. Coetanei, affamati, sconosciuti, infreddoliti. E ricchi più che altro di sogni.

Louis David, ritratto incompiuto di Napoleone, 1798
"Dal 9 Novembre 1787 alla fine di Dicembre stette sempre a Parigi. Incassò arretrati di paga, chiese una nuova lcienza per la Corsica, implorò un sussidio di Stato per la madre e per il suo vivaio di more. Andava a teatro e all'Opéra. Passeggiava per Parigi, che amava: "A Parigi non fate attenzione al tempo. Pioggia o neve, è sempre bello". Mancavano due anni alla Rivoluzione francese e il contrasto tra il lusso dei ricchi e la miseria del popolo colpiva a ogni passo e faceva pensare.
Fu allora che fece l'amore per la prima volta. Lei era una passeggiatrice pallida e giovanissim, quasi una ragazzina, che Napoleone diciottenne incontrò nel freddo e nelle brume di una sera di Novembre del 1787 e che gli diede un attimo fugace di felicità ma anche di turbamento.
…Andarono alla camera numero 9 dell'Hotel de Cherbourg, dove il giovane ufficiale alloggiava. E fu là, in quella nuda camera d'albergo, che con l'aiuto di una graziosa ed educata giovane prostituta Napoleone perdette la sua verginità."
Guido Gerosa, "Napoleone. Un rivoluzionario alla conquista di un impero"
"…La procellosa e trepida
gioia d'un gran disegno,
l'ansia d'un cor che indocile
serve, pensando al regno;
e il giunge, e tiene un premio
ch'era follia sperar;
tutto ei provò: la gloria
maggior dopo il periglio,
la fuga e la vittoria,
la reggia e il tristo esiglio;
due volte nella polvere,
due volte sull'altar"
Dal "Il 5 Maggio"
di Alessandro Manzoni
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