Una razza strana

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Come se i cieli fossero una campana
e l’essere, un orecchio,
e io e il silenzio, una razza strana,
naufraga, solitaria, qui

Emily Dickinson

 

"Devo raccontarti di un personaggio di Amherst. E’ una signora che la gente chiama il Mito. Da quindici anni non esce di casa, tranne una volta, e fu per andare a vedere una chiesa appena eretta (la First Congregational Church, che il fratello Austin aveva progettato). Si dice che in quell’occasione sia sgusciata di casa la sera e che tutto sia avvenuto al chiarore della luna. Nessuno di quelli che vanno a trovare sua madre o sua sorella è mai riuscito a vederla; solo ai bambini, di tanto in tanto, e uno alla volta, dà il permesso di entrare nella sua stanza. Veste unicamente di bianco e dicono abbia un cervello come un diamante. Scrive molto bene, ma non si lascia vedere da nessuno, mai. Sua sorella, che ho incontrato a casa di Sue Dickinson, mi ha invitato a casa loro, perchè cantassi per sua madre. La gente dice che il Mito mi sentirà cantare, non perderà una nota, ma non si lascerà vedere".

Così Mabel Loomis Todd scrive in una lettera alla madre dopo una visita alla Homestead, la casa dei Dickinson ad Amherst dove era stata invitata a suonare il pianoforte. E’ praticamente il primo "ritratto" di Emily Dickinson e sarà proprio Mabel, che ne aveva intuito l’eccezionalità, a raccogliere la sua eredità impedendo che ne andasse disperso il valore. Mabel Loomis Todd scrisse ai destinatari delle lettere della poetessa per chiederne copia prima che andassero disperse e trascrisse tutti i fogli trovati nella stanza di lei. Poesie, scritte sul retro di buste, su pezzetti di carta, su lettere mai spedite sulle quali Mabel fece il primo lavoro di revisione.
Senza Mabel Loomis Todd non avremmo forse mai conosciuto le parole di quella creatura di "una razza strana", dal "cervello come un diamante", che si muoveva in silenzio, la sera, al chiarore della luna.

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2 thoughts on “Una razza strana

  1. Grazie Sandra. Interessante la proposta della Dickinson a teatro. Se la ami non posso che consigliarti ancora la rilettura della sua vita e della sua opera fatta da Barbara Lanati, docente di Storia della letteratura americana. Sono tre libri: due dedicati alla poesia ("Silenzi" e "Sillabe di seta") e una biografia ("Vita di Emily Dickinson. L'alfabeto dell'estasi"), editi da Feltrinelli. Attraverso la ricerca della Lanati e le sue traduzioni ho potuto scoprire tanti lati della Dickinson che non conoscevo (anche attraverso lettere e testimonianze di chi l'ha incontrata o intravista), dalla passione al "gotico", e fra di essi mi hanno colpito in particolare il suo rapporto con la fede e la sua visionarietà.

  2. Ho recitaton  Emily un bel po' di anni fa in uno spettacolo a lei dedicato, con musiche jazz rivisitati…. è stato meraviglioso! Lei è meravigliosa! peccato che ancora sia poco proposta.Sandra

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