Aspettai la pioggia

Aspettai la pioggia. Piantai bene i piedi. Lì sulla scogliera, sulle nervature della Terra che si preparava anch’essa all’arrivo della tempesta. L’Oceano gridava sempre più forte infrangedosi contro la nuda roccia. Il vento ruggiva fra fili d’erba e capelli portando le nubi con il loro messaggio liquido. Fu con la prima goccia di pioggia che mi colpì in volto che mi tolsi i vestiti e spalancai le braccia. Niente barriere. Solo pelle da essere attraversata da quel concerto di voci e rivoli. Solo cuore pulsante da inzuppare come la Madre Terra.

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