Aspettai la pioggia. Piantai bene i piedi. Lì sulla scogliera, sulle nervature della Terra che si preparava anchessa allarrivo della tempesta. LOceano gridava sempre più forte infrangedosi contro la nuda roccia. Il vento ruggiva fra fili derba e capelli portando le nubi con il loro messaggio liquido. Fu con la prima goccia di pioggia che mi colpì in volto che mi tolsi i vestiti e spalancai le braccia. Niente barriere. Solo pelle da essere attraversata da quel concerto di voci e rivoli. Solo cuore pulsante da inzuppare come la Madre Terra.
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bellissima immagine…
estasi…
incanto…
unione con il Tutto