Caffé Fappani, Viareggio

Dal tè servito nell’abitacolo dell’auto a Wanda Osiris alle brioches consumate all’alba da Mina. Il Caffè Fappani iniziò la sua avventura il 3 luglio 1921 quando Primo Fappani, abile pasticciere dell’hinterland milanese che aveva fatto la gavetta da Rinaldo Rossi (condividendo le fatiche di laboratorio con gli allora giovanissimi Angelo Motta e Gioacchino Alemagna), si innamorò di Viareggio e decise di aprire la sua prima Pasticceria Lombarda – come si chiamò inizialmente – nel fondo attualmente occupato dall’ottica Ruffo. Fu subito un successo grazie anche alla ricetta speciale dei budini di riso di Primo Fappani che, nel 1933 si spostò nei fondi che l’architetto Belluomini stava facendo costruire proprio in piazza Mazzini dove il Caffè Fappani è rimasto per sempre. Nonostante i momenti difficili – come la morte della moglie nel 1945 a Cremona – l’attività è sempre stata portata avanti con energia e nel 1965 è subentrato il figlio Carlo che ha gestito ininterrottamente il bar pasticceria fino al 2003.

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