Quando neve più bianca adorna i campi
e sulla grande piana brilla più alta luce,
seduce già di lungi l’estate, e mite avanza
primavera, nel mentre l’ora affonda.
La visione è stupenda, l’aria fine,
è chiaro il bosco e nessuno percorre
le strade troppo remote, la quiete
rende tutto sublime, e però tutto ride.
Non riluce di fiori primavera
tanto gradita agli uomini, ma stelle
stanno nel cielo chiaro, e tanto s’ama
la vista quasi immota del cielo da lontano.
Come pianure sono i fiumi, forme
più nitide, pur sparse, la mitezza
del vivere permane, risalta la grandezza
delle città sulla distesa immensa.
Friedrich Hölderlin da Poesie della torre (Turmgedichte, 1841 ca), ed. Ponte alle Grazie