«Il vento muove le piccole foglie argentate e la schiuma forma piccole increspature unendosi all’infinito piano del mare.Che cosa ti dà la forza di rimodellarti dopo tanto dolore? Sogno parlami, perché mi stai salvando?»
«Sai, nonno, io sento che il mondo intero deve essere rimesso insieme»
«L’arte nasce da qualcosa che tocca la tua anima […]. La mia anima è un gioco di accordi»
Charlotte ha messo in atto un processo attraverso il quale ritrova l’equilibrio di quelle che Fanita English definisce Spinte motivazionali: alla sopravvivenza individuale, alla sopravvivenza della nostra specie, alla nostra connessione con l’universo.
A fronte del nonno che si occupa solo della mera sopravvivenza materiale e precipita nell’amarezza di una condizione senza speranza, la giovane donna afferma la propria scelta e volontà di vivere, proiettando nell’opera la fiducia adulta nell’esistenza di un futuro che va oltre il valore delle vite individuali.
Comprende che dedicarsi alla pura sopravvivenza, come la spinge a fare il nonno in quel momento, sarebbe un modo di perdere se stessa e il senso della propria esistenza che trova invece valore nell’affermazione di un talento artistico che coincide con la sua stessa vita. Così scrive, scrive, dipinge parole, deve concludere perché intanto vuole vivere.
…Il 21 settembre 1943, Charlotte viene catturata e deportata ad Auschwitz insieme al marito ed ai quattro bambini che vivono con loro. È incinta di quattro mesi e viene uccisa il 10 ottobre, all’arrivo. Alexander muore a gennaio del 1944.
Dopo la guerra la sua opera, lasciata in custodia a un amico fidato, arriverà fortunosamente all’amica a cui è dedicata e dopo varie vicende tornerà in Europa.
Charlotte si è affidata alla leggerezza della carta, alla semplicità del colore, all’alchimia tra i sentimenti e gli accadimenti, che le mani sanno tracciare facendone materia d’arte e di memoria. Non a caso l’opera, che consegna a un amico perché la invii a Ottilie Moore dicendo: «Ne abbia cura, è tutta la mia vita», è depositata in una cassa foderata di rosso: colore della passione e del cuore, ancora capace di pulsare all’unisono con chiunque vi si accosti.
Attraverso mille traversie la sua opera riesce davvero a varcare l’oceano del tempo e i suoi occhi ancora ci guardano dall’autoritratto, non imploranti, non alteri, non sottomessi, fidandosi di noi.
tratto da “Charlotte Salomon, testimone di vita” di Rosangela Pesenti
È stata pubblicata da Castelvecchi “Vita? o Teatro?”, la straordinaria autobiografia di Charlotte Salomon. Contiene tutte le 781 tempere e i fogli manoscritti originali, il romanzo della vita di Charlotte Salomon dal titolo “Vita? o Teatro?”, pubblicato da Castelvecchi Editore (820 pp. a colori), la sua la prima edizione integrale in italiano. Oltre alla ricchezza dei riferimenti artistici, letterari, musicali, filosofici, sorprendente in una ragazza di 23 anni, ciò che colpisce di Charlotte Salomon è la fortissima coscienza di sé, un’audacia che ha pochi corrispettivi nell’arte di ogni tempo.
tratto da “Tutto su Charlotte Salomon” di Cesare Biasini Selvaggi, Exibart 10 Aprile 2020