…Proprio come gli occidentali hanno sviluppato in maniera straordinaria le funzioni psichiche dell’emisfero sinistro, i gruppi etnici amazzonici sono esperti nella gestione delle funzioni psichiche dell’emisfero destro del cervello, che nella nostra cultura è sotto-utilizzato. Possiamo paragonare l’ignoranza degli occidentali in questa materia al reciproco grado di ignoranza in quanto a fisica quantistica o filosofia germanica dell’indigeno amazzonico medio. Possiamo dunque osservare un grande sciamano che dimostra che la sua arte è straordinariamente efficace ma non è in grado di esprimerla in uno stile esplicativo lineare. Anche se il suo emisfero cerebrale destro è estremamente sviluppato, ciò non gli dà automaticamente accesso alla logica discorsiva razionale. D’altra parte, chi non conosce un grande studioso occidentale che viene compreso solo da alcuni colleghi della sua disciplina, ma che è perfettamente incapace di gestire la sua vita simbolica ed emotiva, di interpretare i suoi sogni, di esporre le sue conoscenze analogicamente o capire una metafora?
Gli sciamani hanno sviluppato tecniche altamente sofisticate per gestire l’energia, che possono andare dal processo di materializzazione-smaterializzazione, al controllo dello stato d’animo degli individui, all’induzione di un certo pensiero attraverso i sogni, etc. Queste funzioni che sfuggono alla nostra educazione occidentale fanno parte al contrario dell’inconscio della nostra psiche. La loro manipolazione è più efficace su di noi dato che ne ignoriamo l’esistenza. Quindi, esiste un’arte della seduzione altamente sviluppata che consiste nell’associare inconsciamente nella mente di un soggetto una sensazione molto piacevole con una particolare persona (o viceversa). I circuiti neurologici del piacere sono manipolati dallo sciamano utilizzando stimoli olfattivi, sonori o gesti subliminali che inducono nel soggetto una straordinaria empatia nei confronti della persona prescelta. Queste tecniche, come i famosi filtri d’amore, servono principalmente per attirare la persona desiderata per scopi sessuali. Ma questa empatia indotta può consentire di sottrarre alla persona qualsiasi tipo di beneficio. Essendo ignari di tali pratiche, e al contrario con arroganza in abbondanza, gli occidentali sottovalutano considerevolmente questi poteri occulti e sono, dunque, le vittime perfette.
…Tuttavia, riteniamo che questo incontro sia possibile e possa essere reciprocamente fruttuoso se è circondato dalle precauzioni necessarie e se si adotta un passo tranquillo. Di solito non è così. Lo sciamanesimo richiede un lungo addestramento che pochi occidentali sono veramente pronti a seguire date le sue esigenze e la durata (diversi anni a tempo pieno). Siamo qui di fronte a una questione di vocazione. Dire che “ognuno di noi ha uno sciamano dentro di sé” sembra nel migliore dei casi una battuta e, nel peggiore, una menzogna. Le vocazioni sono rare ed esistono pochissime persone che hanno un “Mozart o Modigliani dentro di loro”. Dato che per diventare un operaio specializzato ci vogliono anni di formazione, rimaniamo sgomenti all’osservare che chiunque può diventare uno sciamano e controllare gli stati di coscienza dopo solo un week-end di addestramento nella foresta di Fontainebleau. Molti cosiddetti corsi di formazione sciamanici offerti nell’ambito della New Age fanno appello in realtà a tecniche di rilassamento, di sogno ad occhi aperti, d’induzione ipnotica, etc. che di sciamanico hanno solo il nome. Lo sciamanesimo coinvolge il corpo in modo estremo (digiuno, astinenza, limitazioni alimentari, isolamento prolungato, ecc.), spingendo la persona ai confini della resistenza psicologica specialmente con gli stati modificati di coscienza, dove si trova ad approcciare fenomeni paranormali e parapsichici sconcertanti e talvolta molto destabilizzanti, e ad aprire le porte di dimensioni trascendenti finora sconosciute. Basti dire che l’apprendimento sciamanico comporta una grande dose di sofferenza e sacrificio. Siamo lontani dalle proposte confortevoli di un addestramento sciamanico light a domicilio, senza sofferenza (l’orribile invenzione giudaico-cristiana), dove tutto ciò che serve è un compagno e un tamburo per trasformarsi reciprocamente in sciamani e incontrare il proprio animale totem.
L’iniziazione è un processo lento e lungo, che richiede l’integrazione delle esperienze a vari livelli (fisico, psichico, emotivo, spirituale) e per la quale un occidentale non può ignorare la propria cultura. Piuttosto che una fuga verso un altro mondo, si tratta di reintegrare le proprie radici e riconciliarsi con sé stessi e i propri “antenati”, cosa che, in un occidentale, significa riappropriarsi anche dei suoi fondamenti culturali giudeo-cristiani. La deviazione attraverso una cultura ancestrale può essere saggia per un occidentale, a condizione che si prepari per tornare “a casa”. L’acquisizione preliminare o simultanea di una formazione nella relazione d’aiuto o in una professione che include una dimensione terapeutica, mi sembra essenziale. L’esperienza sciamanica deve essere preparata prima, per essere poi condotta all’interno di un dispositivo simbolico di protezione, ed essere infine seguita da fasi successive di integrazione dell’esperienza. Richiede quindi uno spazio specifico.
A queste condizioni, lo Spirito, che soffia dove vuole e quando vuole, può ispirare vocazioni terapeutiche che mettono radici in culture diverse ma che parlano sempre dell’Uomo eterno.
tratto da “Sciamanesimo amazzonico e mondo occidentale. Tra l’incitamento e l’avvertenza” di Jacques Mabit, medico, fondatore e presidente esecutivo del Centro Takiwasi, Tarapoto, Perù.