Conosci te stesso (iscrizione del Tempio di Apollo a Delfi)
In quel momento, i discepoli si avvicinarono a Gesù, dicendo: “Chi è dunque il più grande nel Regno dei Cieli?” Ed egli, chiamato a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: “In verità vi dico: se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete nel Regno dei Cieli”.
Vangelo di Matteo 18, 1-3
Mi rendo conto che, per certi aspetti, il mio approccio allo sciamanesimo come via di accesso al mondo spirituale, la cui potenza mi esenterebbe dal lavoro sulle mie emozioni e fragilità interiori, mi spinge a eludere le fonti di disagio nella mia vita.
Come se occultare il mio dolore con l’estasi potesse dissolverlo, il che è in definitiva una forma di pensiero magico. Welwood lo spiega chiaramente: il risveglio non è qualcosa che si possa acquisire, che si aggiunge alla nostra anima, una sorta di “bonus” in grado di cancellare i difetti, la confusione e le ferite rimosse. Al contrario, il risveglio emerge quando i difetti, la confusione e le ferite vengono ascoltati, accolti, cessando così di agire come virus mentali invisibili.
Per raggiungere il risveglio, dobbiamo chiarire e dissolvere i contenuti inconsci della nostra mente: tutte le dinamiche psicologiche soggiacenti, le strategie di sopravvivenza che hanno plasmato la nostra personalità.
Non dobbiamo combattere quest’ultima – ci rende individui socialmente e psicologicamente funzionali ed equilibrati – bensì rassicurarla, ascoltarla, curarla, dimostrandole così che non è la nostra vera natura.
Come dice Welwood, il lavoro psicologico ci consente di trovare noi stessi, mentre quello spirituale fa un passo in più, aiutandoci ad abbandonare noi stessi. In questo senso rappresentano due aspetti dello stesso viaggio alla scoperta della nostra natura più profonda.
Sono due vie complementari per piegare le nostre resistenze protettive ed entrare nell’invisibile, senza lasciarsi accecare dalla confusione interiore.
Bisogna conoscere se stessi prima di lasciarsi andare.
tratto da La morte non esiste di Stéphane Allix, ed. HarperCollins
nell’immagine: Il Tempio di Apollo a Delfi (IV secolo a.C.)