Guarda tuo fratello

Quello che colpisce nei vari racconti è che all’inizio nessuno riconosce Gesù: al cimitero, è il giardiniere. Per strada, un viandante. Sulla spiaggia, un tizio che chiede ai pescatori: “Abboccano?”. Non è lui ma, stranamente, è proprio questo che lo fa riconoscere. E’ quello che i suoi seguaci hanno sempre voluto vedere, sentire, toccare, ma non come si aspettavano di vederlo, sentirlo, toccarlo. E’ tutti e nessuno. E’ il primo che passa, è l’ultimo dei mendicanti. E’ quello di cui Gesù diceva, e i suoi devono esserselo ricordato: “Avevo fame e non mi avete dato da mangiare. Avevo sete e non mi avete dato da bere. Ero in carcere e non siete venuti a trovarmi”. Forse si sono ricordati anche di quella formula fulminante, che non è stata conservata nei Vangeli canonici ma da un apocrifo: “Spacca il legno: io sono lì. Solleva la pietra: mi troverai sotto. Guarda tuo fratello: vedi il tuo dio”.
E se fosse questo il motivo per cui nessuno ha descritto il suo volto?

Da Il Regno di Emmanuel Carrère, ed. Adelphi