Scrittura di Connessioni

In una Seoul rovente e febbrile, una don­na vestita di nero cerca di recuperare la parola che ha perso in seguito a una serie di traumi. Le era già successo una prima volta, da adolescente, e allora era stato l’in­solito suono di una parola francese a scar­dinare il silenzio. Ora, di fronte al riaffio­rare di quel mutismo, si aggrappa alla ra­dicale estraneità del greco di Platone nel­la speranza di riappropriarsi della sua vo­ce. Nell’aula semideserta di un’accademia privata, il suo silenzio incontra lo sguardo velato dell’insegnante di greco, che sta per­dendo la vista e che, emigrato in Germa­nia da ragazzo e tornato a Seoul da qualche anno, sembra occupare uno spazio limina­le fra le due lingue. Tra di loro nasce un’in­timità intessuta di penombra e di perdi­ta, grazie alla quale la donna riuscirà for­se a ritornare in contatto con il mondo.

Tratto da L’ora di greco di Han Kang, ed. Adelphi

Il premio Nobel per la letteratura 2024 viene assegnato all’autrice sudcoreana Han Kang – in Italia pubblicata da Adelphi – «per la sua intensa prosa poetica che affronta traumi storici ed espone la fragilità della vita umana». Nella sua opera, prosegue la motivazione dell’Accademia svedese, «Han Kang affronta traumi storici e insiemi invisibili di regole. Ha una consapevolezza unica delle connessioni tra corpo e anima, vivi e morti, e nel suo stile poetico e sperimentale è diventata un’innovatrice nella prosa contemporanea».

tratto da “Premio Nobel alla sudcoreana Han Kang e alla sua scrittura di connessioni”, E. Giannetta, Avvenire 10 ottobre 2024