Göbekli Tepe e la cometa

Göbekli Tepe – il cui aspetto esterno è quello di un grande tell, un accumulo artificiale derivato da millenni di stratificazioni, tutto scavato e attrezzato per le visite – è il luogo dove universalmente viene riconosciuta, diecimila anni prima di Cristo, la nascita del culto organizzato. Qui il popolo dell’antica Anatolia si riuniva e, con ogni probabilità, pregava all’ombra di grandi pilastri a forma di T, alti sei metri e raffiguranti enormi figure maschili, che al tempo dovevano sorreggere cupole di strutture che oggi possiamo solo immaginare.

…La nuova scoperta sembra indicare che le popolazioni neolitiche che abitavano Göbekli Tepe erano acute osservatrici del cielo e delle sue regole, un interesse forse spinto da un evento sconvolgente. Secondo il ricercatore, infatti, il calendario potrebbe essere stato scolpito per ricordare il devastante impatto di una cometa, che intorno al 10.850 a.C. avrebbe avuto un violento impatto con la Terra: una teoria, ricorda Archaeology Mag, che è supportata da sedimenti, trovati in Nord America e Groenlandia, con alti livelli di platino e nanodiamanti e altri materiali alterati da temperature estreme. L’impatto avrebbe peraltro disintegrato molte specie animali di grandi dimensioni e causato significativi cambiamenti ambientali, portando a una mini era glaciale di 1.200 anni. Una catena di eventi che potrebbe essersi ripercossa sulle incisioni turche, con un altro pilastro che potrebbe a sua volta documentare il flusso di meteoriti delle Tauridi (considerato la fonte dei frammenti di cometa). La raffigurazione di queste meteoriti sembra peraltro suggerire che gli antichi del sito fossero in grado di tracciare la precessione dell’asse terrestre: un’abilità che finora era stata attribuita nella sua prima documentazione a Ipparco, in Grecia, qualcosa come diecimila anni dopo. E c’è di più: i cambiamenti innescati dalla cometa potrebbero sia aver stimolato la nascita di un nuovo culto, sia favorito il passaggio da uno stile di vita da cacciatori-raccoglitori a uno incentrato sull’agricoltura (siamo dopotutto all’inizio della Mezzaluna fertile), innescando l’inizio della civiltà umana così come la conosciamo.

tratto da “Il calendario più antico del mondo è stato trovato in Turchia?” di Giulia Giaume, Artribune 9/09/2024