Quella volta il regista fu Visconti. Ci diceva che ci assomigliavamo, che avevamo fra le sopracciglia la stessa “V” che si increspava per la collera, per la paura di vivere, per il terrore. Lui la chiamava la “V di Rembrandt”, perché diceva che nel suo autoritratto questo artista si era raffigurato con la stessa “V”. Adesso ti guardo dormire e la “V di Rembrandt” è scomparsa. Adesso non hai più paura. Non stai più in agguato, non sei più preda di cacciatori. La caccia è finita e tu finalmente riposi. Ti guardo ancora e ancora e ancora. Ti conosco bene, in ogni dettaglio. So chi sei e perché sei morta. La tua indole, come si dice. A loro, agli “altri”, io rispondo che l’indole di Romy era la sua indole. Questo è tutto! Lasciatemi in pace.
Tu facevi male agli altri perché eri te stessa, compatta e unica. Una ragazzina che divenne una stella molto velocemente, troppo. Da questo provenivamo da una parte i tuoi capricci, i tuoi impeti di collera e le tue bambinate, sempre legittime, certo, ma con conseguenze inimmaginabili. Dall’altra, la tua autorevolezza professionale. Si, una ragazzina che non sapeva bene con cosa stesse giocando, con chi, e perché. È in questa contraddizione, e attraverso questa breccia che fanno irruzione la paura e l’infelicità. Quando ci si chiama Romy Schneider e quando si è nel fiore della propria vita e si ha la tua sensibilità e il tuo temperamento.
Come si può spiegare chi eri tu e chi siamo noi, i cosiddetti “attori”, come si può far capire che noi, recitando, interpretando, essendo qualcun altro da quello che realmente siamo, impazziamo e ci perdiamo? Come si può far capire la difficoltà, il bisogno di possedere un carattere forte ed equilibrato per riuscire a rimanere in qualche modo in piedi? Ma come possiamo noi, trovare questo equilibrio in questo mondo. Noi, i giocolieri, i clown, i trapezisti da circo ai quali i riflettori indicano la strada dorata? Dicesti una volta “Non so cosa io debba fare nella mia vita, ma in un film sono in grado di fare tutto”.
dalla lettera che Alain Delon scrisse a Romy Schneider dopo la sua scomparsa nel 1982.
Testo completo in La lettera di Alain Delon a Romy Schneider: l’epilogo della loro storia d’amore, Fanpage 19/08/2024