Non c’è niente che posso fare per cambiare la percezione che il mondo ha di me. Un attore può solo sperare di riuscire ad aprire con il proprio lavoro una piccola finestra di verità. E che attraverso quella finestra vedano anche qualcosa di te.
Donald Sutherland
Avremmo dovuto vederlo nel post-apocalittico Heart Land, attualmente in fase di pre-produzione, invece l’abbiamo perso dopo 200 titoli fra film e serie TV, dopo una vita passata a sperimentare, esplorare, evitare di farsi ingabbiare in qualsiasi ruolo mentre scriveva la storia del cinema e della televisione senza mai smettere di divertirsi. L’ha raccontato in decine di interviste: non voleva porsi limiti, per lui contava solo affrontare titoli diversi dagli altri, in qualche modo stimolanti, sfide sempre nuove, anche non amate dal grande pubblico – come Virus, il film sci-fi del 1995 con Jamie Lee Curtis, che proprio i suoi fan hanno trasformato in una pellicola di successo in home video – ma sempre interessanti almeno per lui, che amava le storie e mettersi in gioco. Fino all’ultimo.
tratto da Una vita di sfide continue. Omaggio a Donald Sutherland di Chiara Poli, Gamesurf 20/06/2024