Le più belle poesie

Le più belle poesie
si scrivono sopra la pietre,
coi ginocchi piagati
e le menti aguzzate dal mistero.

Le più belle poesie
si scrivono davanti
a un altare vuoto,
accerchiati da agenti
della divina follia.

Alda Merini
da La Terra santa

Quanto soffre una madre ad essere rinchiusa in una prigione, sapendo che a casa le sue figlie hanno bisogno di lei? Come soffre chi conosce la vita, e in completo asservimento alle sue regole spietate, è costretto a “lasciar andare” le sue creature?

Vinto dal dolore, il cuore di Alda si rotola tra quegli strazi senza apparente via d’uscita, quando ad un tratto gli angeli paiono udire il suo assolo di dolore. Vestito d’un camice bianco, compare provvidenzialmente sulla scena un uomo “dolce e romantico”, neuropsichiatra e primario del Paolo Pini, il dottor Gabrici, che prende a cuore la sua situazione e inizia con lei un percorso di psicoterapia. Le mette a disposizione il suo studio e la sua macchina da scrivere, la esorta a coltivare la sua arte, intuendo che solo restituendola alla letteratura avrebbe potuto salvarla.

Parola-dopo-parola, Alda riprende giorno per giorno la misura di sé, attraversa le sofferenze del suo legame coniugale, le aspettative tradite, l’amore per le figlie, i sensi di colpa, le speranze. E gradualmente i versi riprendono a fiorire dalla sua penna.
Enzo Gabrici diventa così inconsapevole destinatario di diverse lettere, poesie e pagine di diario che saranno ritrovate e raccolte solo molti anni dopo, oltre trent’anni dalla loro stesura. Si tratta delle Lettere al dottor G (2008): un commovente epistolario d’amore e gratitudine, ove l’alchimia della parola diventa cifra d’umanità e di rinnovate energie spirituali.

tratto da “Le più belle poesie si scrivono sopra le pietre”. La Terra Santa di Alda Merini, Pangea 23/04/2024