Sentire non è lo stesso che percepire. Gli occhi e il sistema nervoso sono responsabili della sensazione, la mente della percezione.
La facoltà di percepire è collegata con le esperienze accumulate dall’individuo, in altre parole con la memoria.
Una chiara visione è il prodotto di una sensazione precisa e di una percezione corretta.
Un miglioramento delle facoltà percettive tende ad accompagnarsi ad un miglioramento delle facoltà sensitive e di quel prodotto della sensazione e della percezione che è la visione.
La percezione si fonda sulla Memoria.
Che il potenziamento dell’abilità percettiva tenda a migliorare la capacità sensitiva e visiva dell’individuo è dimostrato non solo dalle circostanze eccezionali sopra descritte, ma dalle più normali attività della vita di ogni giorno.
L’esperto microscopista vedrà in uno striscio certi particolari che sfuggiranno al principiante. Camminando per un bosco un cittadino sarà cieco davanti a una quantità di cose che verranno colte senza difficoltà dal naturalista.
In mare il marinaio scorgerà oggetti del tutto inesistenti per la gente di terra. E così via. In tutti questi casi alla base del miglioramento delle capacità sensitive e visive c’è una più accentuata abilità percettiva che poggia a sua volta sulla Memoria di situazioni analoghe offertesi nel passato.
Nel trattamento classico dei difetti visivi si presta attenzione a uno solo tra gli elementi del complesso processo del vedere, e precisamente al meccanismo fisilogico dell’apparato sensitivo. La percezione e la capacità di ricordare, che ne è il fondamento, sono completamente ignorate. Per quale motivo e con quali giustificazioni teoriche, lo sa Iddio.
Infatti, in considerazione dell’enorme parte che la mente è chiamata a svolgere nel processo generale del Vedere, sembra ovvio che qualsiasi trattamento adeguato e genuinamente eziologico dei difetti visivi debba tener conto non soltanto della sensazione, ma anche del processo senza il quale ogni percezione è impossibile.
E’ altamente significativo che nel metodo di rieducazione del dott. Bates codesti elementi mentali del processo visivo non siano trascurati. Anzi, molte delle tecniche più importanti sono dirette specificamente al miglioramento della percezione e della condizione necessaria di questa, la Memoria.
tratto da L’arte di Vedere di Aldous Huxley, ed. Adelphi
Huginn e Muninn
volano ogni giorno
alti intorno alla terra.
Io ho timore per Huginn
che non ritorni;
ma ho ancora più timore per Muninn
Grimnismal – Il discorso di Grimnir
Dall’Edda Poetica
Nel Válaskjálf, il Palazzo di Odino Padre degli Dèi, si trova il Hliðskjálf, l’Alto Trono. Da lì Odino può vedere tutti i mondi ma per sapere e ricordare ha bisogno di due corvi chiamati Huginn e Muninn.
Odino li fa uscire all’alba e i corvi per tutto il giorno vagano per i mondi raccogliendo informazioni. Alla sera tornano dal dio delle forche, siedono sulle sue spalle e gli sussurrano le notizie.
Da essi deriva il kenning che rappresenta Odino cioè dio-corvo.
Una kenning (plurale: kenningar) è una frase poetica in cui si sostituisce con una perifrasi il nome di una persona o di una cosa.
Entrambi i nomi dei corvi derivano dall’antico norreno: Huginn significa Pensiero e Muninn Memoria. (Joker70)
Il metodo Bates si rivolge a coloro che hanno problemi di vista, tra cui miopia, ipermetropia, astigmatismo, presbiopia e addirittura strabismo. Il metodo Bates è fondato su tre principi: il movimento, la centralizzazione e il rilassamento. In base al primo principio, il dottor Bates notò che gli occhi di chi ha problemi visivi si muovono meno rispetto a quelli di chi ha una vista normale. Chi non vede bene sembra cercare costantemente un ambiente sicuro dove le cose cambino poco e le attività non siano intense. Questo atteggiamento crea una visione del mondo estremamente rigida: si cerca di fermare la realtà e gli occhiali, limitando i movimenti degli occhi, non farebbero che peggiorare la situazione. Una delle conseguenze dell’abitudine di fissare, tipica di chi ha problemi visivi, è quella di allargare la percezione visiva, a scapito dell’acutezza.Chi fissa lo sguardo, invece, cercherà con ansia di vedere tutto il viso ugualmente bene, ma, poichè è impossibile, sfocherà lo sguardo e vedrà peggio. Affinché si possa mettere in atto il meccanismo della centralizzazione, quindi, gli occhi si devono muovere e non rimanere fissi.
Chi ha problemi visivi quando non si muove, resta rigido e se prova a rilassarsi ha qualche difficoltà. Il rilassamento, però, è importante perchè migliora la vista e induce, attraverso il movimento e il meccanismo della centralizzazione che impedisce allo sguardo di rimanere fisso, un netto cambiamento del modo di vedere il mondo.
tratto da Metodo Bates, descrizione e utilizzo, di E. Cappelli da Cure-naturali.it