L’altra parte di me voleva andarsene e disinteressarsi della faccenda, ma era questa la parte alla quale non davo mai retta. Poiché, se l’avessi ascoltata, sarei rimasto nella mia città natale e avrei lavorato nel negozio di ferramenta e sposato la figlia del padrone. Avrei avuto cinque figli, avrei letto loro i giornaletti la domenica mattina, prendendoli a sberle quando avessero disubbidito, litigando con la moglie sulla sommettina settimanale da dare a ciascuno di loro per i divertimenti e sui programmi della televisione ai quali potevano assistere.
Forse avrei anche conquistato la ricchezza, la ricchezza delle piccole cittadine di provincia…una casa di otto stanze, due automobili nel garage, pollo tutte le domeniche, Selezione sul tavolino del salotto, la moglie con la permanente e io con un cervello tipo sacco-di-cemento.
Sceglietelo voi questo genere di vita, amici. Io preferisco la grande, sordida, sporca, corrotta metropoli.
Philip Marlowe, da Il lungo addio di R. Chandler