Farsi veggente

Il primo studio dell’uomo che vuole essere poeta è la conoscenza di se stesso, intera. Egli cerca la sua anima, la scruta, la mette alla prova, la impara […] Dico che bisogna essere veggente, farsi veggente. Il Poeta si fa veggente mediante un lungo, immenso e ragionato regolamento di tutti i sensi.
Tutte le forme d’amore, di sofferenza, di follia. Egli cerca se stesso, esaurisce in sé tutti i veleni, per conservarne solo le quintessenze. Egli arriva all’ignoto e anche se finisse col perdere la comprensione delle sue visioni, le ha viste.

Arthur Rimbaud, Lettre dite du voyant à Paul Demeny du 15 Mai 1871

Immagine da Bright Star di Jane Campion