Stavano cantando una canzone sentimentale, e mentre sedevo senza appetito davanti a un piatto insulso che voleva essere uno chapon duc Charles, per la prima volta da quando avevo saputo che era incolume, pensai a Phuong. Mi ricordai di Pyle che diceva: “sembra fresca come un fiore”, mentre aspettavamo i Viet, io avevo fatto lo spiritoso, rispondendo: “povero fiore”.
Non avrebbe mai visto il New England, né avrebbe imparato i segreti della canasta. Forse non avrebbe mai saputo che cos’era la sicurezza. Che diritto avevo di ritenerale meno importante dei cadaveri sulla piazza?
Il dolore non cresce con i numeri, un corpo può già contenere tutti i dolori del mondo.
tratto da Un americano tranquillo di Graham Greene, ed. Mondadori
nell’immagine: Gaza City