Graham Greene e la cronaca del Viaggio

“Considerando attentamente un uomo o una donna, si poteva sempre cominciare a provarne pietà… Era una qualità insita nell’immagine di Dio… Quando si sono vedute le rughe agli angoli degli occhi, la forma della bocca, il modo in cui crescevano i capelli, era impossibile odiare. L’odio era semplicemente una mancanza di immaginazione”.

“Io so per esperienza quanta bellezza portò seco Satana, quando cadde. Nessuno ha mai detto che gli angeli caduti fossero gli angeli brutti”.

da Il Potere e la Gloria di Graham Greene

“La mia fede vacillante si è fatta più solida”. Disse di credere nel Purgatorio, “che per me ha più senso dell’Inferno”. Probabilmente pensava all’idea dantesca di quel secondo regno/dove l’umano spirito si purga/e di salire al cielo diventa degno. Nel 1991, all’età di ottantasei anni, la leucemia scrisse la parola fine all’opera più bella e triste di Graham Green, quella della sua vita. Di lui ci rimangono libri che sono la cronaca del viaggio che fanno gli uomini nel mondo, nella consapevolezza che nessuno può viaggiare così lontano da essere al di fuori della portata dello spaventoso mistero della misericordia di Dio.

tratto da La vita da romanzo di Graham Greene di L. Palma, Contrasti 7 aprile 2021

Greene racconta spesso di luoghi e armosfere esotiche. Un tema dei suoi romanzi è quindi, inevitabilmente, anche il confronto-scontro tra l’Occidente e il resto del mondo. A dispetto dell’oblio in cui sembra caduta l’opera di Greene, questo aspetto non dovrebbe essere, oggi, un motivo di grande interesse e attualità di quei romanzi?

Senz’altro. A mio avviso Greene è davvero un cronista del suo tempo. Dico cronista nel senso più alto del termine, e penso (magari qualcuno dirà che esagero) a scrittori come Dickens e Balzac, per l’Inghilterra e la Francia dell’800- Durante quegli anni, fino a tutti gli anni ’70, Greene illustra, con le sue opere migliori, questo mondo diviso drammaticamente in due blocchi. Romanzi come Il fattore umano e Un americano tranquillo rivelano la profondità dell’osservazione di Greene e quindi anche la sua lungimiranza. Il mondo che noi oggi viviamo è un mondo che è appena uscito da quelle situazioni lì.

tratto da “Graham Greene, attuale e incompreso”, intervista di Andrea Monda a Paolo Bertinetti, Rai Cultura