Buried alive in the Blues

Il telefono suona in una delle stazioni di polizia della Città degli Angeli. E’ il 4 ottobre 1970.
Si tratta del decesso di una giovane ragazza che ha trascorso le ultime ore della sua vita sola nella stanza 105 del Landmark Motor Hotel. Una storia che i poliziotti, come le pareti dei motel, hanno sentito molte, troppe volte a Los Angeles.
E invece lo stupore li prende quando scoprono che la ragazza è Janis Lyn Joplin, stella nascente della musica americana eppure già arsa dai suoi demoni interiori. Overdose di eroina, questo l’esito dell’autopsia.
Janis stava registrando il suo secondo e ultimo lavoro in studio, “Pearl”, che non vedrà pubblicato così come non potrà viverne il successo strepitoso.
Così tra il luglio e quel maledetto giorno di ottobre del ‘70 Janis inciderà su disco anche gli ultimi passi della sua vita e della sua fulminante carriera durata circa 8 anni a seconda del punto di partenza che si adotta. 
Un battito di ciglia rispetto a quella di altre icone del rock che possono vantare longevità e ricchezza, ma non la Luminosità e la Voce di Janis.
E’ lì, nella sua incredibile Voce, che si possono sentir danzare in un mix unico i suoi slanci e i suoi demoni.
E anche quel giorno di ottobre del 1970 quando il silenzio fu squarciato dal trillare dal telefono in una stazione di polizia la sua Voce avrebbe dovuto riempire l’aria.
Avrebbe dovuto cantare un ultimo brano di “Pearl” rimasto incompiuto e presente nel disco solo in versione strumentale.
Si intitola “Buried Alive in the Blues”, “Seppellita viva nel Blues”, e parla di una ragazza “buttata giù dalla sua facile corsa” in strada dove cerca qualcuno che l’aiuti ad “accettare tutta questa colpa”, ma tutti sono “presi dalla valanga”.
Da qualche parte Janis ha avuto la pioggia a lungo pregata a lavare le sue colpe e sicuramente l’ha sentita su di sé durante i concerti in cui cateratte di migliaia di voci e mani si rovesciarono sulla ragazza di Port Arthur.
La città dove Janis Lyn Joplin era nata il 19 gennaio 1943.
(Joker70)

Tutti presi dalla valanga,
la sfortuna sta premendo da tutti i lati
Sono appena stata buttata giù dalla mia facile corsa
Seppellita viva nel Blues

Domenica mattina sono tutti a letto,
Io sono sulla strada,
sto andando fuori di testa
Questo stupido muro di mattoni
non ha sentito una parola
di ciò che ho detto
Sono seppellita viva nel Blues

Sono seppellita viva, oh sì, nel Blues
Sono seppellita viva, qualcuno mi aiuti, nel blues

Chiedo pietà,
prego per la pioggia,
Non posso essere l’unica
ad accettare tutta questa colpa
Qualcosa sta cercando di inquinare il mio cervello
Sono seppellita viva nel Blues

https://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/janis-joplin/

https://metropolitanmagazine.it/janis-joplin-e-lindimenticabile-performance-di-woodstock/

https://maremosso.lafeltrinelli.it/approfondimenti/janis-joplin-cantante-anniversario-nascita