Fu nel novembre del 1919 che in una commediola recitata per il cinema incontrò un perfetto inglese con la esse ridicolmente sibilante, voce di basso, orecchie a sventola: Stan Laurel.
Recitarono, lui la parte di giovane impomatato e Hardy del ladro, e non s’accorsero di essere quello che erano: amici immortali.
Furono cortesi, ma ognuno riprese per un quinquennio la sua strada. Nel 1924 Hal Roach lo reclutò per la sua casa di produzione che fabbricava brevi storie. Vi lavorava come sceneggiatore e regista anche Stanlio, che non voleva recitare. A ciò provvide Oliver. Friggendo una coscia d’agnello, si bruciò gravemente; altri dovettero prendere il suo posto; e Stanlio quello degli altri. Dopodiché recitarono assieme la commediola dei due vagabondi che s’avventurano nella casa del colonnello Buckshot. Trionfarono e divennero la coppia che erano: Stan innocente, fiducioso, maldestro, e Oliver, suo maestro enfatico d’inconcludenze. Ingenui, mai cinici, persino nell’ira solleciti l’uno per l’altro; archetipi di un’amicizia infantile, e celeste, che rendeva comica la Terra.