Nel mondo c’è dell’altro

Tutti sentono che le loro leggi di vita non sono più giuste, che vivono secondo antiche tavole, che le loro religioni, la loro moralità, nulla insomma è adeguato a ciò che ci occorre. Per cento e più anni l’Europa non ha fatto che studiare e costruire fabbriche. Sanno benissimo quanti grammi di polvere ci vogliono per ammazzare un uomo, ma non sanno come si prega Dio […] Stanno attaccati a ideali che non lo sono più e lapidano chiunque ne eriga uno nuovo. [..] Ciò mostrerà quanto poco valore abbiano gli ideali odierni e servirà a spazzar via gli dei dell’età della pietra. Il mondo com’è oggi vuol perire e perirà.

Il Dio dell’Antico e del Nuovo Testamento è un personaggio eccellente, ma non è quello che dovrebbe essere. E’ il Bene, la nobiltà, il bello, è paterno, alto, sentimentale: tutte belle cose, ma nel mondo c’è dell’altro che viene attribuito semplicemente al diavolo, e tutta questa parte del mondo, questa metà viene soppressa e uccisa col silenzio. Allo stesso modo si esalta Dio come padre di ogni vita, ma non si parla della vita sessuale che pure è fondamento della vita, e se mai, la si dichiara diabolica e peccaminosa. Non ho proprio niente in contrario a che si veneri questo Dio Geova, ma io dico che dobbiamo venerare tutto e considerare sacro il mondo intero, non soltanto la metà ufficiale, artisticamente separata.
Accanto al servizio di Dio dovremmo avere anche un servizio del diavolo. A me parrebbe giusto. Oppure si dovrebbe procurarsi un Dio che racchiuda anche il demonio e davanti al quale non si abbia da chiudere gli occhi quando avvengono le cose più naturali del mondo.

Da Demian di Hermann Hesse

Sinclair è alla ricerca del suo destino, perché è crollato il mondo luminoso della sua infanzia borghese. Proprio quel mondo luminoso, guglielmino, rassicurante, è il passato comune in cui si riconobbero i lettori di Demian, quel passato che si sono visti sottrarre in una guerra logorante, che ha rapito più di sette milioni di persone alla patria germanica. Non c’è affatto bisogno di date e luoghi o altre determinazioni, in quanto il giovane lettore dell’epoca comprendeva immediatamente l’atmosfera del romanzo, e si riconosceva in quell’infanzia. Riconosceva che l’infanzia della Germania, l’Ottocento liberale e monarchico, era finita, e il Novecento era alle porte, con il suo fardello di oscurità e frammentazione, riportati alla luce dalle scoperte della psicanalisi e dalle avanguardie del modernismo.

Dall’analisi critica di Letteratour