Penso che tornerò a Shenandoah
Ha detto che mi avrebbe incontrato al bivio sulla strada
Ho riavviato la mia vecchia Ford
Mi sto dirigendo verso il pow-wow
Seguendo il percorso rosso che porta a te
Ho dato al mio amore una piuma d’oro
Ho dato al mio amore un cuore di pietra
E quando trovi una piuma d’oro
Significa che non perderai mai
la strada per tornare a casa
Dovrei dipingere la mia faccia
Dovrei perforare la mia pelle
Questo fa di me un pagano
Sudando fuori i miei peccati
Abbiamo mangiato il fungo sacro
E guadato l’acqua
Ululando come coyote
Alla luna nuda
Ho dato al mio amore una piuma d’oro
Ho dato al mio amore un cuore di pietra
E quando trovi una piuma d’oro
Significa che non perderai mai
la strada per tornare a casa
Nella notte d’autunno
Quando non c’è vento che soffia
Potevo sentire le stelle cadere nell’oscurità
Quando trovi ciò che vale la pena conservare
Con un respiro di gentilezza
Soffia via il resto
Ho dato al mio amore una piuma d’oro
Ho dato al mio amore un cuore di pietra
E quando trovi una piuma d’oro
Significa che non perderai mai
la strada per tornare a casa
Golden Feather
di Robbie Robertson and the Red Road ensemble dall’album Music for the Native americans, colonna sonora del documentario The Native americans
Jaime Robert Klegerman, padre ebreo e madre indiana Mohawk (assunse il cognome del padre adottivo, Robertson, dopo che sua madre si risposò dopo la morte del genitore naturale), conobbe la musica nella Riserva delle Sei Nazioni nell’Ontario, dove passava le vacanze. Cominciò presto a studiare la chitarra scrivendo canzoni e esibendosi fin da giovane.
Dal 1958, Robertson si esibì a Toronto con diversi gruppi musicali. Nel 1960, incontrò il cantante Ronnie Hawkins, leader di una band chiamata The Hawks. Il chitarrista solista era Roy Buchanan e insegnò così tanto a Robertson che, quando lasciò il gruppo Robbie divenne il solista del gruppo. I The Hawks si separarono da Hawkins nel 1963 e cambiarono il nome del gruppo in The Canadian Squires, Levon and the Hawks per poi scegliere quello con cui diverranno famosi: The Band.
Bob Dylan offrì un ingaggio a The Band per i suoi famosi e controversi tour del 1965 e 1966 quando decise di passare dalla musica folk al rock. Il suono particolare della chitarra di Robertson costituì una parte essenziale della musica di quell’importante svolta.
Nel 1976 Robbie Robertson decise di sciogliere The Band affermando di essere esausto da quasi venti anni di esibizioni con il gruppo.
Dopo due ottimi album solisti improntati su un rock epico e atmosferico (notevole soprattutto il primo, prodotto da Daniel Lanois e con ospiti del calibro di Peter Gabriel, gli U2, i Neville Brothers e i vecchi compagni della Band), Robertson ha iniziato un affascinante viaggio nella memoria, personale e del suo popolo, esplorando le sonorità e le narrazioni degli indiani d’America. La sua ricerca trova piena maturazione soprattutto nel disco Music for the Native Americans (1994), colonna sonora di un documentario televisivo, piccolo capolavoro della world music contemporanea.
Nel 1980 Martin Scorsese affidò a Robertson la composizione della colonna sonora per il film Toro scatenato. E’ l’inizio di un importante sodalizio che li vedrà collaborare in Re per una notte (1983), Il colore dei soldi (1986), Casinò (1995), Gangs of New York (2002), The Departed – Il bene e il male (2006), Shutter Island (2009), The Wolf of Wall Street (2013) e The Irishman (2019). Robbie Robertson ha inoltre collaborato con Wim Wenders per Fino alla fine del mondo (1991), con Barry Levinson per Jimmy Hollywood (1994), con Oliver Stone per Ogni maledetta domenica (1999) e nel 1995 ha recitato nel film 3 giorni per la verità, diretto da Sean Penn.