Io sono lo Sposo

Il tempo non è un campo che puoi misurare in iugeri, non è un mare che puoi misurare in miglia: è un battito del cuore. Quanto tempo era durato quel fidanzamento? Giorni? Mesi? Anni?
Il figlio di Maria andava di villaggio in villaggio, di monte in monte, talvolta sulla barca da una riva all’altra del lago, felice e disponibile, sempre una buona parola sulle labbra, vestito di bianco come uno sposo; la Terra era la sua fidanzata.
Posava il piede, lo sollevava, ed ecco la Terra corprirsi di fiori; guardava gli alberi e quelli fiorivano; quando saliva sulla barca, si levava una brezza favorevole; gli uomini lo ascoltavano, e la Terra di cui erano fatti diventava un’ala leggera.
Per tutto il tempo che durò quel fidanzamento, alzavi una pietra e vi trovavi sotto Dio, bussavi a una porta e Dio usciva ad aprirti; guardavi gli occhi del tuo amico o del tuo nemico, e nelle loro pupille vedevi Dio che ti sorrideva.
I Farisei scuotevano la testa, indignati: “Giovanni il Battista digiuna, piange, minaccia, non ride. Invece tu, dove c’è da divertirsi, sei il primo e il migliore; mangi e bevi, ridi, e l’altro giorno, alle nozze di Cana, non ti sei vergognato di darti alle danze assieme alle fanciulle; si è mai sentito di un profeta che balla e ride?”.
Gli lanciavano occhiate torve di rimprovero.
Ma lui sorrideva. “Io non sono un profeta, fratelli Farisei,” rispondeva.
“Non sono un profeta, sono lo Sposo.”

tratto da L’ultima tentazione di Nikos Kazantzakis