Buon viaggio Michail

“Se fosse stata riformata in tempo, l’Unione Sovietica sarebbe potuta sopravvivere come Unione di Stati sovrani, ma ormai era troppo tardi” (M. Gorbačëv)

“Confessò: il partito mi è di ostacolo, può finire in catastrofe”. (A. Occhetto)

Nel profluvio di dichiarazioni e opinioni che sovrastano la scomparsa di Michail Sergeevič Gorbačëv, isolo questi due piccoli brani che mi pare racchiudano molti significati della sua storia sulla quale tanti in questi giorni, come negli ultimi trent’anni, si affannano a dare giudizi spesso fuori luogo per tanti motivi.
E’ storicamente presto, si è nel mezzo di una guerra scatenata dalla Russia di Putin e, come negli ultimi trent’anni, molti degli esperti dei giudizi “col senno di poi” vivono in comodi divani lontanissimi, in tutti i sensi, dalla Russia di cui sanno in realtà molto poco.

Pochi aspetti sono certi e fra di essi:
– molti di quelli che oggi disquisiscono e l’Occidente hanno presto abbandonato Michail Sergeevič a favore di “uomini forti” da Eltsin a Putin.
Gheddafi, Saddam Hussein, Mubarak, Erdogan: niente di nuovo sotto il sole.
Sono decenni che il progredito Occidente vive di Regressione ed ha paura di CAMBIARE così festeggia le primavere di vari colori, ma regolarmente non le sostiene davvero e appena possibile torna ad appoggiarsi immancabilmente ai toni grigioscuri e consueti del tiranno. Del resto hanno sempre esportato democrazia con colpi di stato, assassini mirati, missili a lungo raggio, droni e aerei da caccia cioè non hanno mai veramente esportato democrazia.

– La stessa Unione Europea aveva finanziato e incoraggiato un processo di democratizzazione nei paesi dell’Est in vista della loro entrata nell’Unione ma presto il tutto è stato abbandonato perché ciò che interessava, come nel caso della Russia, erano gli affari e i mercati che si stavano aprendo. Prevalse la logica del “piantare le bandierine” e riconquistare analogamente a quanto fece il Vaticano riconoscendo improvvidamente in modo autonomo e senza un accordo generale Croazia e Slovenia staccatesi dalla Jugoslavia.
– Il turbocapitalismo, l’ONU e la Nato, l’Unione Europea come il sistema dei partiti italiani e la stessa Chiesa sono tutti sistemi falliti da decenni che ci si ostina a trascinare riproponendo soluzioni fallite molte volte per paura di CAMBIARE. Addirittura si torna indietro: al bipolarismo USA-URSS, al nazionalismo, a società divise in pochi ricchi e moltissimi poveri, all’abolizione dell’aborto ecc..

Michail Sergeevič Gorbačëv poteva fare lo stesso e proseguire con i soliti sistemi ignorando che il sistema era finito da tempo ma con enorme coraggio, al contrario di tanti di quelli che oggi da Occidente elencano le sue mancanze e i suoi errori, decise di prenderne atto.
Pur avendo contro il Partito e buona parte del Paese, certo stanco da decenni di comunismo feroce, ottuso e opprimente ma anche storicamente e strutturalmente dipendente dalla figura dello “Zar” (sia esso un Romanov o uno Stalin). Come dimostreranno il tentativo di colpo di Stato subito da Gorbačëv, lo stesso avvento di Eltsin e poi di Putin e dei suoi oligarchi.

Gorbačëv e i pochi che con lui ci provarono non volevano la caduta dell’Unione Sovietica ma, come tante volte ha ripetuto, puntavano a un’Unione di Stati ma una volta dato il via era difficilissimo governare un processo simile in un Paese enorme come la Russia reduce da 80 anni di collettivismo, KGB, con un partito onnipotente e migliaia di onnipotenti signori e signorotti locali con le proprie reti di relazioni.
Fatte le debite proporzioni Gorbačëv era come un Francesco o qualsiasi riformatore della Chiesa che si trova a combattere una Curia potentissima e ostile dedita a mettere ostacoli piccoli e grandi a qualsiasi riforma e apertura.

Avrei voluto vederli tanti soloni nostrani alle prese con un processo enorme come quello che quasi a mani nude Gorbačëv e i suoi cercarono di fronteggiare.
Sarebbe servita una nuova, numerosa, competente e agguerrita classe dirigente che non si forma in pochi anni ma con un immane e capillare lavoro di educazione e istruzione a tutti i livelli.
Sarebbe servita un altrettanto immane riconversione di interi sistemi produttivi obsoleti quando non inesistenti.
Sarebbero serviti tanti aiuti economici e culturali e un paziente lavoro di ricostruzione da svolgere insediandosi nel Paese come per qualche anno la UE ha fatto nei Paesi dell’Est ma come detto ben presto tutto fu lasciato nelle mani del Mercato, l’unica divinità per cui le classi dirigenti dell’Occidente si adoperano.
Fu così che invece di provare a smantellare la Nato come i Gorbačëv facevano con l’URSS si mantenne e si cominciò a piantare le sue bandierine nell’Est Europa, si finì col fare affari con l’ex KGB e a dipendere interamente dal gas russo finendo ovviamente col legittimare e rafforzare il nuovo uomo forte. Ecc. ecc..

Se fosse stata riformata in tempo, l’Unione Europa sarebbe potuta sopravvivere come Unione di Stati sovrani, ma ormai era troppo tardi.
Dopo aver tradito Gorbačëv, tradì sé stessa e divenne una colonia di quella NATO che doveva crollare come il Muro e l’URSS.
Almeno Michail Sergeevič Gorbačëv e i suoi ci provarono e ci provarono anche per noi. Solo per questo andrebbero ringraziati.
Хорошего путешествия Michail. (Joker70)