Jean Louis

Bionda, non guardar dal finestrino
Che c’è un paesaggio che non va
È appena finito il temporale e sei case su dieci sono andate giù
Meglio che tu apri la capotte
E con i tuoi occhioni guardi in su
Beviti sto cielo azzurro e alto
Che sembra di smalto
E corre con noi

Dall’estate del ’46 cantata da Paolo Conte a quella del ’62 che vede scorrazzare Bruno Cortona e Roberto Mariani sull’Aurelia fin su a Castiglioncello.
Bruno il giovanilista attaccato come un disperato al volante come alla giovinezza che “fugge tutta via” e agli anni del boom che stanno per finire.
Perché Bruno se li è fatti tutti quegli anni: le prime nubi e i primi fulmini, la Tempesta, il silenzio irreale delle “sei case su dieci andate giù” e poi l’Alba della nuova Età dell’Oro, di un’Innocenza chissà come ritrovata.
Perciò Bruno fa di tutto per non fermarsi, per continuare a correre sulla strada e nella vita per evitare di riflettere e confrontarsi con quel che l’intimista Roberto avverte mostrandolo nella sua incertezza e inquietudine.
In quel 1962 Roberto pare vedere, là all’orizzonte del parabrezza della mitica Lancia Aurelia B24 lanciata a tutta velocità, profilarsi gli anni ’70 e la fine di quell’Innocenza.
E sembra sempre sul punto di avvertire Bruno ma poi lo asseconda.

Jean Luis
Beviti con Vittorio
sto cielo azzurro e alto
Che sembra di smalto
E corre con noi

(Joker70)