A Viareggio era domenica. Le ragazze dei miei Mädchenlieder andavano in fila, tenendosi a braccetto, in mezzo alle larghe strade. Pescatori sedevano davanti alle osterie e cantavano. Dovunque era il fruscio del mare, la presenza del grande mare sublime, udibile dovunque, penetrante anche entro la più piccola parola che fosse pronunciata, intrecciata anche al più piccolo silenzio.
Rainer Maria Rilke soggiornò a Viareggio nella primavera del 1903 e da lì inviò fra le altre due delle famose lettere al giovane poeta Franz Kappus.
Rilke alloggiava all’Hotel Plaza alternando scrittura e lunghe passeggiate.
Costruito nel 1871 lungo la rotta del Gran Tour, l’Hotel Plaza diventa rapidamente un crocevia di personaggi illustri affascinati dall’elegante palazzo di fronte al mare. Da Rilke a Giacomo Puccini che sullo sfondo del Plaza vive una storia d’amore, famosa nelle cronache mondane del tempo, con la baronessa Josephine von Stengel. Nei primi del ‘900 Viareggio diventa un vero e proprio centro internazionale quando all’arte e alla mondanità si aggiungono gli eventi politici. Gli espatriati russi inseguiti dalla polizia zarista trovano nella Versilia un confortevole rifugio, poi con la Rivoluzione d’Ottobre le parti si rovesceranno e sarà l’aristocrazia in fuga ad approdare sulla Costa toscana. E così al Plaza rimangono in eredità un certo numero di conti mai saldati e la seconda parte del suo attuale nome: Hotel Plaza e De Russie. (Joker70)