Lungo la Nevskij prospekt

Nikolaj Vasil’evič Gogol’ nacque il 19 marzo 1809 a Velyki Soročynci, villaggio nell’oblast’ di Poltava, governatorato russo nell’attuale Ucraina. Studiò dapprima a Poltava e poi a Nižyn. Nel 1828 concluse gli studi e si trasferì in quella Pietroburgo che eternò nei celebri Racconti.
In un tempo in cui russi e ucraini scrivono pagine terribili della loro storia Nikolaj Gogol’ ci rammenta che ne hanno conosciute di splendide. Insieme. (Joker70)

La prospettiva Nevskij o Nevskij prospekt (“Corso della Neva”) è la strada principale che attraversa San Pietroburgo.
Parte dalla Piazza del Palazzo dove sulle rive del fiume Neva si affacciano il Palazzo d’Inverno, lo Stato maggiore e l’Ammiragliato, incrocia la Moika, il canale Griboedov all’altezza della cattedrale di Kazan’ poi la Fontanka e termina nuovamente lungo la riva della Neva.
Pietro il Grande la immaginò come come l’inizio della strada che avrebbe collegato la città a Velikij Novgorod e poi a Mosca. All’inizio si chiamava Grande Viale (Bolšaja Perspektiva) ma l’imperatrice Anna il 20 Aprile 1738 decise di unire il monastero di Aleksandr Nevskij al palazzo dell’Ammiragliato e chiamò il viale Corso Neva (Nevskij prospekt). Nel 1863 sulla Prospettiva venne messa in funzione la prima linea urbana di tram. Durante i primi anni dopo la Rivoluzione d’Ottobre venne chiamata anche Strada del 25 ottobre (il 7 novembre 1917, 25 Ottobre del calendario giuliano, avvenne l’occupazione del Palazzo d’Inverno, culmine della Rivoluzione).


“A Pietroburgo, non c’è niente di meglio della Prospettiva Nevskij. Essa è tutto. Di cosa non brilla questa strada, meraviglia della nostra capitale! So con certezza che non uno dei pallidi abitanti cambierebbe la Prospettiva Nevskij con tutti i beni della terra.
Non solamente chi è giovane, magnifici baffi e un soprabito dal taglio perfetto, ma anche chi si vede già spuntare sul mento i peli bianchi e ha la testa liscia come un piatto d’argento, va in estasi davanti alla Prospettiva Nevskij. E le signore! Per le signore la Prospettiva Nevskij è qualcosa di ancora più piacevole.
E per chi del resto non è piacevole? Non appena la imbocchi, non senti altro che odore di passeggio. Anche se hai un affare importante e improrogabile da sbrigare, ecco che, dopo averci messo piede, te ne dimentichi subito. Questo è l’unico luogo dove la gente non si fa vedere perché spinta dal bisogno e dall’interesse che coinvolgono l’intera Pietroburgo. Sembra che le persone incontrate sulla Prospettiva Nevskij siano meno egoiste che non sulla Morskàja, sulla Gorochòvaja, sulla Litèjnaja, sulla Mescànskaja e nelle altre vie, dove l’avidità, il profitto e il bisogno si manifestano sia in quelli che camminano, sia in quelli che volano in carrozze e calessini.
La Prospettiva Nevskij è il punto universale di confluenza di Pietroburgo. Qui l’abitante del rione Peterbùrgskij o del rione Vybòrgskoj, che per vari anni non è andato a trovare il suo amico a Peski o alla Barriera di Mosca, può star certo che lo incontrerà senza possibilità d’errore.
Nessun bollettino e nessun ufficio informazioni procureranno mai notizie così sicure come la Prospettiva Nevskij. Onnipotente Prospettiva Nevskij! Come sono spazzati con cura i tuoi marciapiedi e, Dio mio, quanti piedi vi hanno lasciato le loro orme! Il rozzo sudicio stivale del soldato in congedo, sotto il cui peso sembra doversi incrinare persino il granito; la minuscola scarpetta, leggera come il fumo, della giovane donna che, come il girasole all’astro, volge il viso verso le vetrine scintillanti di un negozio; la sciabola tintinnante dell’alfiere pieno di speranze che vi lascia un graffio! Sulla Prospettiva Nevskij tutto contribuisce a fondere il potere della forza e il potere della debolezza.
Quale veloce fantasmagoria si svolge nel corso di una giornata! Quanti mutamenti in sole ventiquattro ore!”

Tratto da “La Prospettiva Nevskij” di Nikolaj Vasilevic Gogol’, racconto inserito nella raccolta “I racconti di Pietroburgo”