Povero, parola terribile e temibile, eppure solo l’essere umano capace di contare su se stesso, sui suoi veri bisogni, sulle sue immense e sconosciute risorse interiori, è un essere capace di raggiungere un’identità reale.
Povero vuol dire libero, vuol dire solidale, vuol dire possedere il gusto della persona e quindi essere liberato dallo scambiare l’altro o l’altra per un oggetto.
Capace di essere misericordioso verso i bisogni dell’altro.
Vuol dire sentire la Bellezza delle cose, liberato dalla concupiscenza di possederle e dominarle, capace di scoprirle come alleate.
Solo un povero come Francesco poteva comporre il Cantico delle Creature che non è il canto dell’esteta, né quello del proprietario.
E’ il canto del povero che si sente accolto nel grande concerto che celebra la gioia di esistere.
Non si finirebbe mai di trarre dalla parola Povertà significati sempre nuovi.
Arturo Paoli, Le beatitudini. Uno stile di vita
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Immagine tratta da Il sogno di Francesco di Renaud Fely e Arnaud Louvet.