Huginn e Muninn

«Huginn e Muninn
volano ogni giorno
alti intorno alla terra.
Io ho timore per Huginn
che non ritorni;
ma ho ancora più timore per Muninn

Grimnismal – Il discorso di Grimnir
Dall’Edda Poetica

Nel Válaskjálf, il Palazzo di Odino Padre degli Dèi, si trova il Hliðskjálf, l’Alto Trono. Da lì Odino può vedere tutti i mondi ma per sapere e ricordare ha bisogno di due corvi chiamati Huginn e Muninn.
Odino li fa uscire all’alba e i corvi per tutto il giorno vagano per i mondi raccogliendo informazioni. Alla sera tornano dal dio delle forche, siedono sulle sue spalle e gli sussurrano le notizie.
Da essi deriva il kenning che rappresenta Odino cioè dio-corvo.
Una kenning (plurale: kenningar) è una frase poetica in cui si sostituisce con una perifrasi il nome di una persona o di una cosa.
Ad esempio il Mare viene indicato nell’antica letteratura norrena come seġl-rād (“strada delle vele”), swan-rād (“strada dei cigni”), o hwæl-weġ (“via delle balene”).
Nel Beowulf, il più lungo poema epico in lingua inglese arcaica nonché uno dei più antichi (metà VIII sec.) fra quelli sopravvissuti, compare come hronrāde, “strada delle balene”.

I Corvi, come altri uccelli della famiglia Corvidae, da sempre affascinano e stupiscono l’uomo per la loro intelligenza.
L’antico poeta greco Esopo, in una delle sue favole, immagina un corvo (in alcune versioni una cornacchia) alla disperata ricerca di acqua.
Trova un’anfora, ma con poca acqua rimasta e non riesce a arrivarci col becco.
Finché non ha l’idea di gettare nell’anfora un ciottolo e poi altri ancora fino a far salire l’acqua e dissetarsi.

Entrambi i nomi dei corvi derivano dall’antico norreno: Huginn significa Pensiero e Muninn Memoria. (Joker70)