Il termine Utopia

Il termine utopia definisce un qualcosa che sta fuori dal tempo. E’ una parola che io pronuncio sempre con grande passione. Credo che l’utopia sia necessaria perché il presente non si impadronisca totalmente della nostra vita. Io sento l’utopia come una proiezione dell’uomo fuori del tempo, che equivale ad un entrare nella sua dimensione eterna.

Il contrario di utopia è l’immobilizzarsi nel presente. L’organizzazione del commercio e della finanza, il consumismo, questo continuo creare oggetti sempre più perfetti, tecnicamente, sempre più desiderabili e necessari immobilizzano nel presente. Richiamano il tuo desiderio a proiettarsi su qualche cosa che è limitato, chiuso, perché è già scaduto, dato che ce n’è uno di più perfetto che appare all’orizzonte.
Questo effetto che produce il consumismo impedisce all’uomo di sognare, di sperare, di lottare e ci rinchiude completamente nel presente. I giovani corrono il grande pericolo di venire schiavizzati, immobilizzati nel presente, attraverso il telefonino, il motorino e ogni sorta di beni materiali che aumentano l’appetito del consumo.
Tutti questi oggetti mettono il tuo sguardo in una certa direzione, apparentemente è uno sguardo verso il futuro, ma è un futuro chiuso, già determinato.

L’utopia non è qualcosa di fantastico, al di fuori delle possibilità, ma qualcosa di così profondamente diverso e nuovo che alza il tuo sguardo verso un qualcosa che è più grande di te, ma che non ti è estraneo.

Arturo Paoli, Qui la meta è partire
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