Restare umani

I ribelli restano chiusi in casa. Non per timore, ma perché è proprio questo il modo con cui hanno scelto di aiutare i migranti sfidando i divieti imposti da Varsavia. Un sì spontaneo agli appelli alla solidarietà che arrivano da organizzazioni internazionali come dai vescovi del Paese.Restano chiusi in casa e lasciano sull’uscio, nei villaggi sul confine, una luce verde sempre accesa. È il segnale convenuto per indicare a chi riuscisse ad attraversare la frontiera che in quella casa troverà un pasto caldo, coperte, braccia aperte e nessuno spione pronto a chiamare la polizia.Non hanno nulla da nascondere e perciò hanno aperto anche una pagina sui social network. «Nella casa contrassegnata dal “semaforo verde” dalla sera in poi troverai un aiuto d’emergenza». Oltre all’inglese, la pagina offre informazioni in arabo, curdo, francese e naturalmente polacco.

…I volontari non forniscono dati sulle persone fino ad ora accolte. Ma attaccano il governo, che emana «norme draconiane che presto legalizzeranno i respingimenti, pur sapendo che provocherà la morte delle persone. E noi abitanti della terra di confine, che vediamo il dramma e la sofferenza umana, non facciamo calcoli. Dobbiamo restare umani».

Mikołaj Cierpisław ha 95 anni e vive ai margini di Werstok, un minuscolo villaggio al confine. Lui, come decine di polacchi, ha deciso di fare la sua parte, accendere una luce verde alla finestra e aprire la sua casa a chi ha bisogno. Una lampadina verde non l’aveva, quindi ha fatto foderato con della plastica colorata tutta la finestra. «Almeno si vede bene», protesta. Sul tavolo del soggiorno ha allestito un samovar che tiene il tè al caldo, bicchierini di plastica rossa e biscotti. In cucina mostra una pentola con una zuppa di pollo già pronta: «Così in caso arrivino…». Mikołaj è burbero, al nipote, che gli porta la spesa una volta alla settimana, impartisce ordini: «Deve dare una mano anche lui, deve restituire il favore, perché sennò non sarebbe mai nato». E quale sarebbe questo favore? «Quando avevo 14 anni qui sono arrivati i nazisti. Hanno occupato la città, siamo rimasti senza nulla. Qualcuno ci aiutò, sennò non saremmo sopravvissuti. Poi sono arrivati i russi, e la storia si è ripetuta. E ancora qualcuno ci aiutò, non so neanche chi fosse. Ora tocca a me ricambiare».

Link:

https://www.avvenire.it/mondo/pagine/una-lanterna-verde-per-soccorrere-i-profughi-sfidando-i-divieti?fbclid=IwAR2AM80kvUo53smPm19dtitAsE7Q4S6CIgmFwXMDMGyRQKJsQ2ggST2yXjw

https://nuovavenezia.gelocal.it/italia-mondo/esteri/2021/11/20/news/polonia-le-lanterne-della-speranza-per-i-migranti-in-fuga-1.40940444