All’alba è arrivata la notizia che hai attraversato il Bardo e intrapreso il Cammino verso le zone più Alte, verso uno dei Suoi Regni di Quiete e all’Imbrunire ho preso un tuo disco, uno di quelli che mi mancavano ché grazie all’Inviolato e alla tua Curiosità non si finisce di scoprire nel mondo delle tue esplorazioni.
Già nella prima traccia, Running against the grain, trovi Jim Kerr dei Simple Minds. “Che accostamento” avranno detto gli “addetti alla cultura”.
E poi Bist du bei mir scelta anche da Milva per essere inserita nel suo terzo disco firmato Battiato “Non conosco nessun Patrizio”.
Quella Milva che ti ha preceduto di poco e che hai portato su sentieri nuovi.
“Gli chiedevo se era preoccupato, lui mi disse: ‘No, ho fatto tutto quello che dovevo fare, ho fatto una vita bella, mi sono divertito’ (intervista con Guidalberto Bormolini, 18/05/2021)
Ed uno dei divertimenti era quello di spiazzare o meglio: “sconcertare”.
Sì “sconcertare”, assemblare in modo diverso il concerto, il classico, sfuggire di continuo alle categorie, al conformismo.
Con una grande dose di Ironia ché a differenza di quanto pensavano e pensano gli “addetti alla cultura” gran parte del Ponte fra Cielo e Terra che hai incarnato è fatto di quella Materia e Franco Battiato é tutt’altro che il pensoso guru, il mistico elevato.
L’Impero della musica
è giunto fino a noi
Carico di menzogne
Mandiamoli in pensione
I direttori artistici
Gli addetti alla cultura
Piuttosto
“noi siamo delle lucciole
Che stanno nelle tenebre”
E dalle tenebre la Luce, se si sa come trovare “l’Alba dentro l’Imbrunire”, è esaltata.
Ti sei divertito anche in quella sera del 2012 quando hai suonato a Lucca e conversato, scherzato con il pubblico che hai guidato in cori e in balli.
Concedendo pure un bis e arrivando a dire a un certo punto alla gente che non voleva andare a casa “non sono un juke box”.
E’ quell’Ironia, quel Divertimento che ricordo, il Giullare, il Tyll Eugenspiegel sbeffeggiatore, spiazzante dei tanti presunti “elevati” e degli incasellatori dentro il Battiato del Sufismo.
Che frequentava Stockhausen e al tempo stesso
“mi piaceva tutto della mia vita mortale,
Anche l’odore che davano gli asparagi all’urina”
Lascio agli eredi l’imparzialità,
La volontà di crescere e capire,
Uno sguardo feroce e indulgente,
Per non offendere inutilmente.
Fatti non foste per viver come bruti,
Ma per seguire virtude e conoscenza
Peccato che io non sappia volare,
Ma le oscure cadute nel buio mi hanno insegnato a risalire.
E mi piaceva tutto della mia vita mortale,
Noi non siamo mai morti, e non siamo mai nati
(da Testamento)
Ne abbiamo attraversate di tempeste
e quante prove antiche e dure
ed un aiuto chiaro da un’Invisibile Carezza
di un Custode.
La tua Voce,
La tua Gentilezza
la tua Ricerca,
la tua Musica,
la tua Ironia
saranno ora nelle Tempeste
un’Invisibile Carezza
di un Custode.
“Che cos’è il Sufismo? Trovare la gioia nel cuore, quando viene la tristezza”
Jalal al-din Rumi (XIII sec.)
“E il mio maestro m’insegnò com’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire”
Franco Battiato, Prospettiva Nevskij
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