Café des Westens, Berlin

Il Café des Westens (“caffè dell’Ovest”) venne inaugurato nel 1893 e all’inizio fu un luogo di ritrovo per pittori. Sorgeva al Kurfürstendamm 18-19, all’incrocio con la Joachimsthaler Strasse. Nel 1899 divenne il quartier generale del circolo artistico di Herwarth Walden, in tedesco il Verein für Kunst, i cui scrittori e artisti furono ribattezzati “i berlinesi moderni”. Pareti e bassi soffitti ornati da tappezzerie economiche e imitazioni di stucchi rococò, scuriti dalla nicotina. Aria viziata e piena di fumo: il Café des Westens aveva l’aspetto di un posto casalingo, molto spartano. Non era un luogo elegante, sembrava piuttosto un appartamento dal quale erano stati rimossi i muri divisori.
Era rinomato per la cucina viennese a prezzi ragionevoli e, particolare non secondario visto il tipo di clientela, il personale si dimostrava disponibile a fare credito. Fu tra i primi locali pubblici a dotarsi di una cabina telefonica in uso ai clienti ai quali offriva, come era uso comune, numerosi giornali inclusa la stampa internazionale. Al Café des Westens lavorava anche un “addetto alla carta”, soprannominato Red Richard per i capelli rossi fiammanti, il quale serviva fogli ornati con il timbro “Rubati al Café des Westens”, su cui erano stampate le ultime informazioni relative alle pubblicazioni dei suoi ospiti. Ci si poteva aggregare gratuitamente ai tavoli di scacchi e di biliardo. Il Café, altro particolare importante, offriva un caldo riparo dal gelo dell’inverno berlinese, così che gli ospiti, molti dei quali squattrinati abituali, potevano risparmiare sui costi del riscaldamento domestico. Soprattutto però il Café era un posto di confronto, comunicazione e ispirazione unico per i suoi habitués.

La clientela artistica e intellettuale berlinese aveva diversi luoghi di ritrovo. La gente di teatro frequentava il Café Bauer a Unter den Linden. I giornalisti il Jolicke a Kochstrasse. Gli artisti del circo e del varietà il Kleine Scala. Il Café König sarebbe diventato il luogo di coloro che lavoravano alle produzioni cinematografiche. Il Café des Westens però con il suo aspetto trasandato e familiare restava unico, un luogo simile al ritrovo di una corporazione medievale.

Nei fogli di avanguardia Der Sturm e Die Aktion di Else Lasker-Schüler compaiono molti degli intellettuali e artisti che frequentavano il Café des Westens: il suo guru Peter Hille, il suo fervente promotore Karl Kraus (durante i soggiorni berlinesi), il pioniere della ricerca sessuale Magnus Hirschfeld, l’influente critico teatrale Alfred Kerr, il giovane poeta Gottfried Benn, lo scrittore Alfred Döblin. Anche Walter Benjamin che, per esempio, durante una delle serate organizzate dalla redazione della rivista Aktion di Franz Pfemfert, diede pubblica lettura del suo saggio Jugend (Giovinezza). Pfemfert, come l’altro teorico dell’Espressionismo Erwarth Walden, frequentava assiduamente il Café. Lo scrittore e poeta Hugo Ball incontrava al Café i giovani letterati e artisti aderenti al Dadaismo, tra i quali Johannes R. Becher, Georg Heym, Richard Huelsenbeck. A pochi metri di distanza dal Café des Westens poi si trovava la galleria dove aveva sede la Secessione Berlinese, i cui rappresentanti erano tutti habitués del locale.

Cafés di inizio ‘900 poi erano anche luoghi di sviluppo di un mercato d’arte e collezionismo alternativo a quello ufficiale e tradizionale. Il Café des Westens divenne centro di diffusione della nuova arte grazie al gallerista Paul Cassirer e a Herwarth Walden, fondatore di Der Sturm, proprietario dell’omonima galleria e organizzatore dello Herbstsalon del 1913. Vi furono organizzate mostre di pittura dal carattere antiborghese accentuato dalla scelta dei soggetti. Per esempio, negli anni dieci del ‘900, fece scandalo l’esposizione, organizzata da Cassirer, di quadri di Gustav Klimt considerati lascivi. Una mostra che il pubblico borghese più tradizionalista condannò come “opera di Satana”. Il Café des Westens partecipava così a una moda comune anche ad altre città, come Londra (Café Royal, Restaurant de La Tour Eiffel) o Mosca ( Café Pitoresque).

Nel corso della sua esistenza il Café des Westens venne soprannominato Café Grössenwahn (Café Megalomania), soprannome ispirato dal Café Stephanie di Monaco, l’altro grande caffè letterario dell’epoca, dove nel 1902 aveva avuto luogo il “Ballo in costume al Café Megalomania”. Un soprannome in ogni caso adatto a molti dei clienti che spesso si ritenevano geniali. Nel 1913 il proprietario aprì un nuovo locale nell’attuale Breitscheidplatz, attraversata dal Kurfürstendamm. I testi di Else Lasker Schüler fanno capire che il caffè si imborghesì così gli habitués abbandonarono il locale, preferendogli, in un primo momento, il Café Josty a Potsdamer Platz, e dopo il 1917 il Romanisches Café, il Caffè Romanico (dal nome dell’edificio in cui si trovava, la “casa romanica” dell´attuale Breitschedplatz).

Nell’immagine principale Berlin Zeughaus tra il 1890 e il 1905.
Original image: Photochrom print (color photo lithograph)
Reproduction number: LC-DIG-ppmsca-00336 from Library of CongressPrints and Photographs DivisionPhotochrom Prints Collection