Yom Kippur (יום כפור yom kippùr, “Giorno dell’espiazione”) è la ricorrenza religiosa ebraica che celebra il giorno dell’espiazione. Nella Torah viene chiamato Yom haKippurim (Ebraico: יום הכיפורים, “Giorno degli espiatori”). È uno dei cosiddetti Yamim Noraim (Ebraico, letteralmente “Giorni terribili”, più propriamente “Giorni di timore reverenziale”). Gli Yamim Noraim vanno da Rosh haShana a Yom Kippur, che sono rispettivamente i primi due giorni e l’ultimo giorno dei Dieci Giorni del Pentimento. Yom Kippur completa il periodo di penitenza di dieci giorni iniziato con il capodanno di Rosh haShana. Sebbene le preghiere con le quali si chiede perdono siano consigliate durante l’intero anno, diventano particolarmente sentite in questo giorno. Nel calendario ebraico Yom Kippur comincia al crepuscolo del decimo giorno del mese ebraico di Tishri (tra settembre e ottobre del calendario gregoriano), e continua fino alle prime stelle della notte successiva. Il rito dello Yom Kippur viene menzionato quattro volte nella Torah (in Esodo 30,10; Levitico 23,27-31 e 25,9; Numeri 29,7-11). Durante il digiuno è vietato mangiare e bere, nonché, essendo giorno di moed, valgono le stesse prescrizioni per il Sabato circa il lavoro e altre attività vietate. Contrariamente al credo popolare, Yom Kippur non è un giorno triste. Gli ebrei Sefarditi, ovvero gli ebrei di origine spagnola, portoghese o nordafricana chiamano questa festività il “Digiuno Bianco”. Di conseguenza, molti usano indossare solo vestiti bianchi, per simboleggiare il candore delle loro anime. Yom Kippur termina con il suono dello Shofar, il corno sacro, che conclude la celebrazione. Lo Shofar è usato per annunciare la luna nuova e le feste solenni (Numeri 10,10, Ps. 81,4) così come per proclamare l’anno del Giubileo (Levitico 25,8-13). Viene suonato anche il primo giorno del settimo mese (Tishri) per proclamare Rosh haShana (Levitico 23,24 e Numeri 29,1). Lo Shofar (שופר) è un corno di montone e nella Bibbia è menzionato dal libro dell’Esodo a quello di Zaccaria così come lungo il Talmud e la letteratura rabbinica successiva. Fu la voce dello shofar, eccezionalmente forte, suonato dalle nubi che ricoprivano la cima del monte Sinai che fece tremare il popolo di Israele (Esodo 19,20). Il suonare il corno trae origine dal sacrificio di Isacco al cui posto Abramo sacrificò un ariete rimasto impigliato, giustappunto per le corna, in un cespuglio sul monte. Così, suonando il corno Dio si ricorda della fede di Abramo, della salvezza di Isacco e di quella della sua discendenza.