Entro una grotta di porcellana
sorbendo caffè
guardavo dall’invetriata la folla salire veloce
Tra le venditrici uguali a statue, porgenti
frutti di mare con rauche grida cadenti
su la bilancia immota:
Così ti ricordo e ancora ti vedo imperiale
su per l’érta tumultuante
verso la porta disserrata
contro l’azzurro serale,
fantastica di trofei
mitici tra torri nude al sereno,
a te aggrappata d’intorno
la febbre de la vita
pristina: e per i vichi lubrici di fanali il canto
instornellato de le prostitute,
e dal fondo il vento del mar senza posa.
Genova, Dino Campana
Il Caffè degli Specchi ha oltre un secolo di storia. Collocato nel Centro Storico di Genova a pochi passi dal Palazzo Ducale e dalla Cattedrale, viene aperto l’11 giugno 1908 da Remo Caprioglio fu Giuseppe nell’allora civico 47 rosso di salita Pollaioli; nasce come liquoreria, sostituendo un negozio di polli.Il 29 novembre 1919 viene parzialmente tramutata l’attività da Nicolò Cerisola di Domenico nel Bar Splendid, mentre nel frattempo sono cambiati i civici del locale in 3 e 5.Proprio negli anni ’20 diventa un punto di incontro per artisti, intellettuali e letterati; qui si ritrovano il poeta Dino Campana con gli amici Mario Novaro e Camillo Sbarbaro, e i pittori Aurelio Craffonara e Federico Maragliano. Gli arredi, gli specchi e le lucide tessere di maiolica color crema testimoniano ancora il gusto di quell’epoca.Campana ritrae Genova guardandola seduto tra questi specchi, osservandola da una grotta di porcellana attraverso la vetrata che si affaccia su salita Pollaiuoli, all’imbrunire: una Genova febbrile, affollata e imperiale.