Caterina

Nelli negozi è assidua, con stupore e meraviglia d’ognuno, perché non si fa né si tratta cosa, per piccola che sia, senza il suo intervento. Né mangia né beve, e dorme a pena che non abbia qualcuno che le tempesti l’orecchie. Corre là e qua negli eserciti, facendo quello che dovrebbero fare gli uomini, senza alcun risparmio della vita sua. Né con tuttocciò è amata in quel regno da alcuno, e se è, è da pochi. Gli ugonotti dicono che ella gli tratteneva con belle parole e finte accoglienze; poi dall’altro canto s’intendeva col re cattolico, e macchinava la destruzione loro. I cattolici all’incontro dicono che s’ella non gli avesse ingranditi e favoriti, non averiano potuto far quello che hanno fatto. Di più, egli è un tempo adesso in Francia, che ognun si presume; e tutto quello che s’immagina, domanda arditamente; ed essendogli negato, grida, e riversa la colpa sopra la regina, parendogli loro che, per essere ella forestiera, quantunque ella donasse ogni cosa, non per questo dovrebbe niente del suo. A lei ancora sono state sempre attribuite le resoluzioni fatte in pace o in guerra, che non sono piaciute, come se ella governasse da se assolutamente, senza il parere e consiglio d’altri.
…Torno a dire che non sò quel prencipe sì prudente non si fosse smarrito in tanti contrarii, non che una donna forestiera, senza confidenti, spaventata, che mai non sentiva una verità sola. E quanto a me, serenissimo prencipe, mi son meravigliato che ella non si sia confusa, e datasi totalmente in preda ad una delle parti; che saria stata la total rovina di quel regno. Perché essa ha conservato pur quella poco maestà regia che si vede ora a quella corte; e però l’ho piuttosto compassionata che accusata.
…So bene che è stata veduta nel suo gabinetto a piangere più d’una volta: poi, fatta forza a se stessa, asciugatasi gli occhi, con allegra faccia si lasciava vedere nei luoghi pubblici, acciocchè quelli che dalla disposizione del suo volto facevan giudizio come passavano le cose, non si smarrissero.

Giovanni Correr, ambasciatore di Venezia nel regno di Francia, 1569
da Le relazioni degli ambasciatori veneti al Senato di Eugenio Alberi

“Caterina de’ Medici” di Alessandra Necci, ed. Marsilio:

https://www.marsilioeditori.it/libri/scheda-libro/2970277/caterina-de-medici