Hagia Sophia

Hagia Sophia, qui destinò il Signore
popoli e re a fermarsi. Ché dal cielo
la tua cupola (dice un testimone)
pende come fissata a una catena.

E ai secoli diede esempio Giustiniano,
quando Artemide Efesia, per degli dèi stranieri,
accettò di lasciarsi carpire il verde marmo
di centosette delle sue colonne.

Ma che pensava il generoso artefice,
quando, sublime d’anima e talento,
in te dispose le absidi e le esedre,
additandogli oriente ed occidente?

Bello il tempio in un liquido universo,
un trionfo di luce le quaranta finestre,
e sulle vele ai piedi della cupola
belli più d’ogni cosa — quattro Arcangeli.

E quel sapiente, sferico edificio
oltre popoli ed ere avrà futuro,
e il singhiozzo alto dei serafini
non curverà le ombrose dorature.

Osip Mandel’štam