Il 29 Giugno 2000 Vittorio salì su Aquilante, bestemmiò come al solito per farlo partire e si diresse verso Aurocastro. Senza la mappa, senza la pappa. Senza calzari, senza denari. Branca, branca, branca, Leon, leon leon! (Joker70)
“Vede, l’attore è come una scatola vuota e più vuota è meglio è; interpreta un personaggio e la scatola si riempie, poi il lavoro finisce e la scatola si svuota. Mi hanno raccontato che una volta Gary Cooper ancora ragazzo guardava fisso davanti a sé in silenzio. La mamma gli domandò: che pensi? Rispose: non penso assolutamente a nulla. E la mamma: allora sarai un buon attore. Vede, l’attore non dev’essere particolarmente colto e nemmeno particolarmente intelligente; dev’essere – forse – anche un po’ idiota. Sì, sì, se fosse anzi completamente idiota sarebbe un grandissimo attore”. (Vittorio Gassman)
“Poi arrivò la sua depressione. Mi resi conto quanto ne fosse già segnato assistendo, qualche anno fa, a una sua interpretazione di Otello. Un Otello straordinariamente insolito, malinconico, ripiegato su se stesso, consapevole del tempo che passa. Ho sempre pensato che l’immagine forte, autorevole, positiva, sempre capeggiante che Vittorio offriva di sé, fosse un artificio edificato in nome della sua enorme insicurezza. Era come se vivesse nel timore che la terra gli mancasse sotto i piedi da un momento all’altro. Strafaceva per nascondersi. Quella depressione cupa, violenta, divorante, gli era nata dentro dal contrasto col personaggio che s’era costruito. Era il prezzo della sua verità”. (Mario Monicelli)