Un Giusto a Sant’Anna

“Ci siamo nascosti a cento metri da casa nella selva. Dopo poco passò una pattuglia di soldati tedeschi che ci videro e ci presero: eravamo una decina di persone, le mie nonne, la zia, la mamma, i fratelli. Ci hanno incolonnati e spintonati verso il centro del paese di Sant’Anna, dove c’è la chiesa. Malgrado le pedate e i colpi con i calci dei fucili nella schiena noi procedevamo molto lentamente, anche perché alcuni erano scalzi ed il sentiero era pieno di rovi e ricci di castagno. Ad un certo punto decisero di proseguire, sembrava avessero molta fretta e ci hanno lasciati con un soldato di guardia al quale probabilmente era stato l’ordine di ucciderci tutti. Questo soldato si tolse l’elmetto ed ho visto che era solo un giovane ragazzo, poco più che adolescente. Quando gli altri tedeschi scomparvero dalla vista, lui ci fece segno di tornare indietro. Mentre noi ci allontanavamo, abbiamo sentito sparare una raffica di mitra. Abbiamo avuto paura di essere stati colpiti, ci siamo girati di scatto ma abbiamo visto che stava sparando in aria, verso la chioma dei castagni”.

Enio Mancini, sopravvissuto all’eccidio di Sant’Anna di Stazzema

“Chi salva una vita salva il mondo intero” è scritto nel Talmud, testo sacro dell’ebraismo, dove si narra che in qualsiasi momento della Storia Trentasei Giusti abitano il mondo. Trentasei persone capaci di riconoscere la sofferenza e farsene carico perchè essendo nati Giusti, non ammettono l’ingiustizia. È per amor loro che Dio non distrugge il mondo. Forse hanno più coraggio, più consapevolezza e sensibilità di attraversare l’oscurità ma non sono troppo diverse da noi. Tanto che li si può incontrare in un volto da ragazzo con la divisa e il mitra dell’esercito tedesco che “tira raffiche in cielo per farlo respirare”. (Joker70)

Link: http://www.museoterritorio.it/eccidio/ARINCI/Dati/5-02Mancini.htm